In questi giorni in tanti, fra lettori e amici, ci hanno chiesto perché al contrario del fronte del No al referendum sul cambiamento della legge elettorale, capeggiato da Ap e da tutti i personaggi che gli ruotano attorno e che ormai conosciamo – ahinoi!- piuttosto bene, dicevamo in tanti ci chiedono pe ché al contrario del fronte del No, non insistiamo e non sosteniamo con maggiore forza quello del “SI”.
In effetti abbiamo un po’ snobbato l’argomento e spieghiamo immediatamente il perché.
Innanzitutto pensiamo che i sammarinesi non siano stupidi. Anche un bambino può comprendere che l’attuale legge elettorale va cambiata. Non è pensabile che possa governare una minoranza come nel caso attuale. E le conseguenze di questa stortura sono sotto gli occhi di tutti.
Ebbene convincere i sammarinesi a votare SI, pubblicizzare eccessivamente il voto, sarebbe come provare a convincerli che Milano si trova in Lombardia.
E’ un fatto, dunque sarebbe inchiostro sprecato.
A ciò va aggiunto che si tratta di un referendum dalla valenza altamente politica: è di fatto un referendum contro Ap e Adesso.sm.
Se in tanti andranno a votare e in tanti voteranno SI per il cambiamento della legge elettorale, si potrà mandare finalmente a casa il governo dei disastri, quello legato ai bassi personaggi che ci hanno portato alla situazione attuale.
Ecco perché al di là delle parole il 2 giugno ci aspettiamo i “fatti” dai sammarinesi chiamati a fare la propria parte per voltare finalmente pagina.
La RepubblicaSM