È morto questa sera a Roma il giornalista Oliviero Beha. Aveva 68 anni. Lo annuncia la figlia Germana. «È stato un male molto veloce – spiega -. Papà se n’è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici».
Giornalista, scrittore, saggista, conduttore televisivo e radiofonico a lungo in Rai, dove ha esordito nel 1987, Beha negli ultimi tempi scriveva per il Fatto Quotidiano. In passato aveva collaborato anche con Il Messaggero e Il Mattino dopo un inizio negli anni Settanta a Tuttosport e Paese Sera e un periodo a Repubblica. Polemista, sempre controcorrente, Beha era nato a Firenze il 14 gennaio 1949.
La sua carrierea resta legata anche a una inchiesta del 1984, fatta con Roberto Chiodi, in cui sosteneva che la partita pareggiata 1-1 tra Italia e Camerun ai Mondiali del 1982 in Spagna fosse stata combinata per consentire il passaggio del turno dell’Italia.
«Buon viaggio papà, continua, come sempre hai fatto a camminare e pensare veloce». È il ricordo della figlia in un post pubblicato sul profilo Facebook del padre.
È dedicato invece a Francesco Totti, l’ultimo post pubblicato da Beha. «Se hanno fatto questo macello con Totti, presumibilmente in grado di difendersi, figuratevi con gli altri. Il calcio italiano è una landa opaca in cui competenze, sentimenti, emozioni, denaro, denaro, denaro finiscono in un buco nero in cui è difficile distinguere qualunque cosa», ha scritto. Il Messaggero.it