Il conflitto in Myanmar continua a segnare tragici sviluppi: nelle ultime ore, l’esercito del paese ha sparato contro un convoglio di aiuti diretti alle zone colpite dal devastante terremoto di martedì notte. Il convoglio, composto da nove veicoli, è stato attaccato mentre attraversava la cittadina di Naung Cho, nello stato settentrionale di Shan. Le truppe hanno utilizzato mitragliatrici pesanti per fermare il passaggio dei veicoli.

Il gruppo ribelle Esercito di Liberazione Nazionale Ta’ang, che ha diffuso la notizia, ha affermato che il convoglio aveva precedentemente informato la giunta militare del suo percorso, ma l’esercito ha dichiarato di non essere stato avvisato, sostenendo che nessuno è rimasto ferito nell’incidente. La situazione complessa solleva dubbi sulle modalità di gestione delle operazioni umanitarie in un contesto di forte conflitto civile.
Bilancio vittime terremoto: oltre 2.800 morti e numerosi feriti
Nel frattempo, il bilancio del terremoto che ha colpito il Myanmar continua a crescere. Secondo l’agenzia Xinhua, il numero delle vittime è salito a 2.886, mentre i feriti sono circa 4.639. La catastrofe ha causato anche 373 dispersi, confermando l’ampiezza della tragedia.
In un gesto che ha portato un raggio di speranza, un giovane di 26 anni è stato estratto vivo dalle macerie di un hotel cinque giorni dopo il tremendo sisma che ha devastato il paese. Il ragazzo è stato salvato da una squadra di soccorritori congiunta del Myanmar e della Turchia, sotto il comando dei vigili del fuoco locali, segnando un momento di commozione in un contesto altrimenti tragico.
Le difficoltà nel fornire aiuti continuano a essere ostacolate dalle azioni militari e dal caos che imperversa nel paese, lasciando la popolazione vulnerabile sia agli effetti del terremoto che ai conflitti in corso.