Il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri è finito al centro di una pesante polemica per le parole rivolte a una giornalista de Il Foglio durante una telefonata, in cui avrebbe paventato ritorsioni nei confronti del quotidiano dopo il referendum sulla giustizia.
A rendere pubblica la vicenda è stato ieri il direttore del giornale, Claudio Cerasa, attraverso un post pubblicato sui social. Il direttore ha spiegato che la redazione aveva contattato il magistrato per chiedergli conto di una sua affermazione su Sal Da Vinci, secondo cui il cantante avrebbe votato “no” al referendum. Una circostanza rivelatasi falsa, tanto che lo stesso Gratteri avrebbe poi ammesso di aver scherzato.
Lo scambio con la giornalista
La situazione è però degenerata durante il colloquio telefonico. Stando a quanto riportato da Il Foglio, il procuratore avrebbe accusato la testata di speculare e diffamare, aggiungendo che dopo la consultazione referendaria avrebbe tirato le somme con il quotidiano. Alla richiesta di chiarimenti da parte della cronista, Gratteri avrebbe parlato di tirare su una rete. Quando la giornalista ha domandato se si riferisse a una sorta di pesca a strascico, il magistrato avrebbe ribadito l’invito a speculare.
Reazioni trasversali
Le dichiarazioni del capo dei pm partenopei hanno scatenato una raffica di critiche bipartisan. Il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha espresso solidarietà al quotidiano, definendo le parole di Gratteri un atto gravissimo che lede la libertà di stampa e giudicando inaccettabile che un magistrato cerchi di intimidire un organo di informazione paventando ritorsioni.
Sulla stessa linea il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Filini, responsabile nazionale del programma del partito, che ha sottolineato come le minacce risultino ancora più preoccupanti quando provengono da un magistrato di primo piano.
Critiche anche dall’opposizione. Il senatore del Pd Filippo Sensi, pur ribadendo la propria contrarietà al referendum, ha difeso il principio della libertà di stampa dalle intimidazioni, esprimendo vicinanza alla testata diretta da Cerasa. La senatrice Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva a Palazzo Madama, ha definito le parole del procuratore non tollerabili e indegne del dibattito democratico.
Anche il Comitato delle Camere Penali per il Sì ha preso posizione, parlando di una vera e propria intimidazione nei confronti di un organo di stampa e definendo Gratteri un onnipresente frontman del fronte del “no” al referendum.












