NARDUCCI, IL DESTINATARIO DELLA COMUNICAZIONE DI STEFANIA CRAXI

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

L’Onorevole Franco Narducci, deputato del Pd eletto nella ripartizione estera Europa e residente in Svizzera, ricopre l’incarico di Vicepresidente della Commissione Affari Esteri e comunitari della Camera dei Deputati.

Ha preso a cuore la questione fiscale riguardante i frontalieri italiani che lavorano nella Repubblica di San Marino. Per questo motivo ha interpellato il governo italiano e quest’ultimo gli ha risposto per bocca del Sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi.

=0=0=

Ecco di seguito le sue argomentazioni in proposito dell’Onorevole Narducci:

Il Governo attivi tutti i canali diplomatici per tutelare i lavoratori italiani occupati a San Marino

I 6 mila frontalieri italiani occupati nella Repubblica di San Marino sono confrontati, dallo scorso mese di dicembre con una norma introdotta dal Governo di San Marino nella legge finanziaria approvata nel mese di dicembre 2010: “una tassazione supplementare che per i lavoratori italiani si traduce in una decurtazione salariale del 9 per cento, parzialmente recuperabile in sede di dichiarazione dei redditi; una norma – sulla quale pende un ricorso di costituzionalità – che abolisce la deduzione della quota spese produzione reddito per i soli lavoratori fiscalmente non residenti, creando di fatto una disparità retributiva tra sanmarinesi e italiani, nonostante il contratto di lavoro e le mansioni svolte siano a pari condizioni”.

Con questi argomenti i deputati Franco Narducci (Vicepresidente della Commissione affari esteri) e Francesco Tempestini (capo gruppo del PD nella medesima Commissione) si sono rivolti al Ministro degli affari esteri con una interrogazione a risposta immediata per chiedere al Governo “quali canali politico-diplomatici il Governo abbia attivato oppure intenda attivare per tutelare i diritti degli oltre 6.000 frontalieri italiani che svolgono le loro attività nella Repubblica di San Marino, in modo da rimuovere il disagio in cui, questi cittadini, si sono venuti a trovare”.

Sotto il profilo economico e occupazionale i frontalieri italiani che lavorano a San Marino rappresentano una risorsa notevole per i territori delle regioni confinanti, Emilia Romagna e Marche, con un effetto moltiplicatore sull’indotto che alimenta l’economia di confine con la Repubblica del Titano e conseguenzialmente sui bilanci di numerosissime famiglie.

Il Governo italiano ha seguito con grande attenzione l’intera vicenda – ha sostenuto Stefania Craxi, Sottosegretario agli affari esteri – sottolineando che  la vicenda “è da tempo al centro di un complesso negoziato bilaterale con le controparti sammarinesi”. L’Ambasciata italiana a San Marino si è subito attivata con le autorità locali di fronte alla disparità di trattamento riservata ai nostri connazionali, autorità che hanno definito “la misura introdotta come temporanea, essendo in esame nel Paese una riforma tributaria tendente ad introdurre una tassazione basata sul quoziente familiare”.

Mantenendosi in costante contatto con i frontalieri, la nostra Ambasciata ha ospitato lo scorso 26 gennaio una riunione con i rappresentati sindacali di San Marino e del Consiglio Sindacale Interregionale di San Marino, Emilia Romagna, e Marche, nonché con il Presidente e Vice presidente del COMITES. Nell’occasione è stato fornito un quadro complessivo delle iniziative intraprese.

Nel frattempo l’incontro di ieri (8 marzo) alla Farnesina tra il Ministro Frattini e il Segretario di Stato agli Esteri di San Marino, Mularoni, dovrebbe avere prodotto elementi di chiarezza sulla vicenda delle nuove disposizioni che ledono i diritti dei nostri frontalieri. “Dobbiamo sperarlo con forza – ha sostenuto Narducci in sede di replica – poiché tali disposizioni accrescono il disagio nei rapporti tra i due Paesi e le preoccupazioni tra i nostri lavoratori. Certo – ha concluso Narducci – da mesi stiamo registrando forti pressioni sui lavoratori italiani, in particolare sul versante svizzero dove lavorano oltre 50 mila frontalieri che costituiscono una fondamentale risorsa economica per i comuni di confine. Sarebbe ora che il MEF dimostrasse la disponibilità a riaprire il tavolo negoziale per giungere alla nuova convenzione sulla doppia imposizione fiscale, un passo importante se si vuole aiutare davvero i nostri connazionali occupati in quei territori”.

On.le Franco Narducci

8 marzo 2011

  • WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com