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  • Nel 2019 San Marino arrivò sul baratro del default finanziario… Ma chi determinò quel dissesto oggi sale in cattedra! … di Enrico Lazzari

    Enrico Lazzari

    Quanto è costato al Paese, quindi ai cittadini,  il governo AdessoSm, creato con SSD e Civico 10 (oggi confluiti in Libera) attorno al “cardine” Repubblica Futura? Una cifra che – se considerassimo i danni conseguenti alla “scalata” della “Cricca” nei posti chiave del potere dello Stato – non sarebbe quantificabile. Del resto, per meglio comprendere, quanto è costata al Paese – oltre che in termini economici come ricaduta negativa di immagine e perdita di credibilità dell’intero sistema bancario del Titano – la controversa liquidazione di Asset Bank? Nessuno può essere in grado di quantificarlo…

    Eppure, nelle scorse ore, abbiamo potuto leggere (leggi qui) la “ricetta” di Libera per risanare San Marino… Scorrendo il testo mi è balzata alla mente la massima di “Dracula presidente dell’Avis…”. Sono ingeneroso? Forse, ma giudicate voi… San Marino -scrive Libera- è “oggi fortemente declassato (nel rating; ndr) a causa di politiche sbagliate che hanno gravemente compromesso la credibilità finanziaria di San Marino a livello internazionale, bloccandone al contempo le principali opportunità bancarie e finanziarie…”.

    Chi era al governo quando si liquidava Asset?

    Chi era al governo quando la governance dell’epoca  di Banca Centrale -sono parole di Giuseppe Morganti (Libera)- evidenziava un “intento liquidatorio anche (dopo Asset; ndr) nei confronti di Cassa di Risparmio”?

    Chi era al Governo quando sono spariti un centinaio di milioni dai fondi pensione dell’ISS?

    Chi era la governo quando Bcsm faceva le scelte oggi al centro del Processo “Caso Titoli”?

    Chi era al governo quando la Segreteria delle Finanze aveva uno scambio inquietante di mail con la società di Francesco Conforti, al quale e dal quale inviava e riceveva addirittura bozze di progetti di decreti governativi e di comunicati stampa, come emerso nelle udienze del “Caso Titoli” e rimbalzato pesantemente in Consiglio Grande e Generale?

    C’era AdessoSm, ovvero Ssd, Civico 10 (oggi confluiti quasi in toto in Libera) e Repubblica Futura.

    Ma queste, ovviamente, sono valutazioni, parallelismi opinabili. Non sono tali, invece, i dati, i numeri, le cifre in euro che compongono le colonne di bilancio dello Stato. E, da questi, deduciamo che San Marino non ha mai rischiato concretamente il default come, invece, sembra averlo fatto nel 2019 quando, sulla base dei dati di bilancio consuntivo 2019:

    – Cassa di Risparmio perdeva tra i trenta e i 40 milioni all’anno; 

    – Si sono volatilizzati un centinaio di milioni dai fondi pensione dell’ISS;

    – La liquidità di cassa dello Stato era di 32 milioni di euro a fronte di impegni di pagamento con scadenza a una sessantina di giorni di 55 milioni di euro;

    – L’indice di liquidità a sette giorni del sistema bancario sammarinese era sceso dal miliardo e 200 milioni del 2015 a meno della metà, ovvero a circa 500 milioni di euro.

    – Lo Stato aveva accumulato una montagna di bollette per utenze non pagate

    – Accantonamenti e versamenti al Fondo Pensioni mai effettuati dal 2018

    E ciò, ricordiamolo, in un Paese con un sistema bancario “sputtanato” a livello internazionale e in profonda crisi; un Tribunale che -vien da pensare oggi, dopo l’evolvere di processi e la condanna in primo grado del Commissario della Legge “più attivo” in quegli anni- sembrava avere in alcune sue frange più il perseguimento di interessi controversi e privati piuttosto che quelli di una giustizia tale e uguale per tutti; l’attenzione dei cittadini monopolizzata dalla sete di rivalsa alimentata da indagini giudiziarie -spessissimo istruite dal Giudice Alberto Buriani, lo stesso oggi condannato in primo grado per, fra l’altro, “abuso di autorità” per aver aperto una indagine verso il nuovo vertice di Banca Centrale senza che vi fossero (deduco non avendo ancora potuto leggere le motivazioni di quella sentenza) i presupposti giuridici per farlo, poi concluse in una bolla di sapone dopo aver spazzato via una intera generazione politica e aperto una sorta di “autostrada” verso il potere per la coalizione AdessoSm…

    E, dulcis in fundo, costanti attacchi di alcuni media e di una precisa forza politica all’indirizzo della nuova governance di Banca Centrale, impegnata a smascherare e rimediare alle “scelleratezze” oggi al centro di alcuni fascicoli giudiziari compiute da chi l’aveva preceduta alla guida del massimo organismo di governo bancario e finanziario…

    Nel 2019, dunque, la Repubblica appariva come un Paese quasi allo sbando, sull’orlo del default, destinato a rivivere il dramma che, anni prima, fu condannata dall’Ue la Grecia a vivere. Fortunatamente non è successo

    Questa è la San Marino lasciata dal governo AdessoSm…

    Una San Marino sull’orlo, forse già pericolosamente sbilanciata oltre, del fallimento, con ciò che ne sarebbe derivato per la qualità della vita dei cittadini. Ma chi era nella “stanza dei bottoni” in quegli anni, oggi, sale in cattedra per dare al Paese lezioni di economia e per indicarci la strada del risanamento del Titano… 

    Il default, nel 2019/20, per fortuna, non c’è stato… E oggi quel rischio corso dalla più antica repubblica del mondo resta solo un vecchio quanto inquietante ricordo. Infatti:

    – Carisp è tornata già nel 2021 a fare utili dopo i rituali bilanci in perdita di oltre 30 milioni;

    – La liquidità a sette gironi delle banche è tornata poco sotto il miliardo e 200milioni del 2015 (circa un miliardo di euro);

    – Al 31 dicembre 2023 la liquidità dello Stato era tornata a 148 milioni di euro e quella di Stato più enti pubblici si attestava a 228 milioni, con una media di liquidità che non scende più sotto i 100 milioni per lo Stato e sotto i 190 milioni per lo Stato più gli enti pubblici

    – Un sistema bancario che sta recuperando, piano piano, credibilità e solidità

    …E, non ultimo, ampia parte della famigerata “Cricca” e di alcuni suoi possibili sodali in agonia e costretta alla sbarra in diversi procedimenti giudiziari. Ma serviranno ancora anni e anni di politica economica attenta per ricostruire un sistema San Marino solido sulle macerie disseminate nel decennio scorso. E, soprattutto, servirà che i sammarinesi sappiano tenere lontani dalla “stanza dei bottoni” tutti quei personaggi, politici e non, che hanno determinato il disastro che ancora oggi, e chissà per quanto ancora, i sammarinesi saranno chiamati a pagare…

    Enrico Lazzari