“Noi al governo per evitare l’invasione”

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  • La questione migranti è una priorità che il governo dovrà affrontare. Ne è certo il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni.

    Non luogo a procedere per Matteo Salvini. È contento?

    «Grande soddisfazione umana e personale per Matteo e poi perché ho avuto la fortuna di stare con lui 14 mesi al Viminale e, quindi, di aver condiviso risultati straordinari. A sinistra dicevano che bloccare l’immigrazione clandestina sarebbe stato impossibile. Salvini ha dimostrato da ministro che si può. Difendere il Paese è possibile e oggi la sentenza di Catania conferma la legittimità assoluta delle sue scelte».

    Questo influirà anche sul processo Open Arms di Palermo?

    «Bisogna vedere le motivazioni. Come ha detto Giulia Bongiorno, questo è il processo matrioska e dentro ci sta tutto. Un processo politico, non per colpa della magistratura, ma perché un pezzo della politica, ovvero Pd e 5 stelle, pensava di battere Salvini attraverso lo strumento giudiziario. L’avversario politico lo si batte alle urne e non mandandolo alla sbarra».

    A Lampedusa nell’ultimo weekend sono arrivati migliaia di migranti. Che si può fare?

    «C’è ancora qualcuno nella maggioranza che nega ci sia un problema migratorio. Io sono preoccupato per il gran numero di arrivi e abbiamo chiesto che il tema migrazioni vada nell’agenda del governo. Non possiamo negare i numeri e che la rotta del Mediterraneo centrale è l’unica che vede gli sbarchi in aumento. Alcune Ong stanno tornando in mare e questo è un fattore molto negativo perché attraggono nuova immigrazione. Nessuno mette in discussione il soccorso e il salvataggio, ma non è scritto da nessuna parte che tutti coloro che vengono salvati devono essere portati in Italia. Quando il presidente Draghi dice nessuno verrà lasciato solo nel mare italiano, io dico: bene, ma tutto quello che accade fuori dalle acque italiane non può essere di nostra competenza».

    E poi?

    «Bisogna fare accordi per lo sviluppo commerciale e la stabilizzazione dei Paesi di partenza e transito, come Libia e Tunisia e potenziare gli strumenti di controllo a mare per contrastare gli scafisti. C’è un codice Minniti. Diventi una legge nazionale. Applichiamolo. Non si può riproporre Mare Nostrum. Sarebbe una follia».

    Come fate a convivere con gli umori diversi all’interno della maggioranza?

    «Sappiamo che se non ci fossimo sarebbe peggio. Difficilmente oggi avremmo riaperto o si sarebbe superato il coprifuoco. Siamo nel governo, ma evitiamo che ci sia un Conte II con Draghi al posto di Conte».

    Con la Lamorgese che rapporto ha?

    «Ci stiamo conoscendo, ci confrontiamo quotidianamente, ma abbiamo la consapevolezza che, proprio per l’importanza del tema migratorio, secondo noi sarà Draghi che dovrà caricarsi sulle spalle quella che è una priorità del governo».

    Dopo gli attacchi ai nostri pescherecci sta lavorando a una zona di pesca protetta?

    «Sì, i nostri pescatori hanno il diritto di pescare in serenità e sicurezza. L’azione della Guardia costiera libica, che sta facendo un grande lavoro di contrasto ai trafficanti, è da condannare solo per le mitragliate ai pescherecci, ma non deve essere oggetto di strumentalizzazione da parte di chi vuole stracciare il memorandum libico».


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