“Non ha commesso il fatto”. Marco Carta viene assolto. L’avv. Massimiliano Annetta vince ancora

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Il giudice Stefano Caramellino ha bocciato le tesi della Procura e ha accolto la richiesta di assoluzione “per non avere commesso il fatto” avanzata dai suoi difensori

In effetti il movente era un bel mistero: perché un ragazzo di successo, un cantante acclamato dal pubblico e verosimilmente in grado di pagarsi qualunque sfizio, avrebbe dovuto ridursi a rubare in un grande magazzino? Ma che il fattaccio sia accaduto, per la Procura era provato aldilà di ogni ragionevole dubbio: stamattina il pm Nicola Rossato aveva chiesto la condanna di Marco Carta a otto mesi di carcere, accusandolo di avere rubato, il 31 maggio scorso insieme ad una amica, sei magliette alla Rinascente di Milano,del valore (o, per meglio dire, del prezzo) di milleduecento euro, staccando le placche antitaccheggio nei bagni del grande magazzino.

Ma il giudice Stefano Caramellino ha bocciato le tesi della Procura e ha accolto la richiesta di assoluzione “per non avere commesso il fatto” avanzata dai suoi difensori. Decisivo il fatto che la donna che era insieme a Carta alla Rinascente, la sua amica Fabiana Muscas, si sia assunta per intero la responsabilità del furto, e soprattutto che siano stati acquisiti al processo dei nuovi filmati degli impianti di sorveglianza che secondo la difesa del cantante, rappresentata dagli avvocati Massimiliano Annetta e Ciro Simone Giordano, dimostravano l’impossibilità che fosse stato Carta a commettere il furto.

Rilevante, secondo i legali, è l’immagine di un vigilante con in mano le placche antitaccheggio che Carta avrebbe portato con se prima di liberarsene: la guardia giurata, grande e grosso e con manone in proporzione, fatica a tenere tutte le placche; che invece secondo l’accusa Carta (vestito solo con abiti attillati e senza borsa) avrebbe in qualche modo imboscato. Argomenti logici che hanno fatto breccia nel giudice Stefano Caramellino. Carta dovrebbe fare conoscere le sue reazioni nel corso di una conferenza stampa organizzata dal suo agente Lele Mora. “Marco è molto provato dalla faccenda – aveva detto l’avvocato Giordano in occasione dell’ultima udienza – ha sempre protestato la sua innocenza e spera che la vicenda si chiuda in fretta perchè non ce la fa più. Siamo fiduciosi nella giustizia”. Fiducia, a quanto pare, ben riposta. Il Giornale.it

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