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“Le dimissioni di Delmastro? è un’ aspirazione velleitaria e metafisica che l’informazione di garanzia possa costiurie un progetto di dimissioni. Diversamente, devolveremmo all’autorità giudiziaria il destino politico degli appartenenti all’assemblea“. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante il question time
“La classificazione della natura segreta, riservata, per legge appartiene all’autorità che forma il documento. Spetta al ministero definire la qualifica degli atti. E su questi abbiamo già risposto”. Al question time il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha ribadito che gli atti divulgati dal sottosegretario Delmastro non sono segreti. Ma ha anche aggiunto, riferendosi all’indagine aperta dalla procura di Roma: “se la qualifica della segretezza dell’atto non dovesse più dipendere dall’autorità che forma l’atto, cioè dal ministero ma devoluta all’interpretazione della magistratura, potrebbe crearsi una problematica”.
“Questo Governo e, anche e soprattutto, questo Ministro, anche per chi ha letto i miei interventi anche in momenti precedenti, è profondamente convinto che, soprattutto dopo gli scandali emersi a suo tempo nel cosiddetto affare Palamara, vi sia la necessità di una profonda revisione dell’ordinamento giudiziario. Quindi è ferma volontà del Governo di esercitare la delega contenuta in questa legge con gli opportuni correttivi che riterremo di adottare”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio al question time rispondendo a un’interrogazione sull’esercizio della delega della riforma approvata a giugno dell’anno scorso.
I correttivi, ha spiegato il ministro, saranno “più orientati” e “coerenti con quella che è la iniziativa riformatrice del governo”, ha spiegato il ministro. L’ufficio legislativo del ministero ha già “avviato l’elaborazione della programmazione delle attività normativa per attuare questi impegni tra i quali appunto rientrano quelli della legge delegata nel più breve tempo possibile, tenuto conto della complessità della materia, entro il termine di giugno. È un termine che noi speriamo di poter rispettare ma nessuno meglio di voi sa che trattandosi di materia estremamente complessa potrebbe essere necessaria qualche settimana in più. In ogni caso questa è una nostra priorità” Resta il fatto che il Governo “condivide pienamente” i principi ispiratori della riforma approvata a giugno dal Parlamento, cioè quelli di ” mettere fine alle logiche correntizie che minano la credibilità della magistratura italiana” , ha aggiunto Nordio, citando le parole della premier Giorgia Meloni. Quanto al Csm in particolare,la sua disciplina “è regolata dalla Costituzione e una sua eventuale revisione – che pure è nei programmi del Governo richiederà una procedura prevista appunto dalla Carta delle leggi”.
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