Notre Dame, l’impresa rivela: “Operai fumavano nel cantiere”

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Trovati almeno sette mozziconi su ciò che resta dell’impalcatura. La ditta però si difende: “Nessun legame con il rogo”

Sulla cattedrale di Notre Dame si fumavano sigarette. Ad ammetterlo è una delle società edili che si è occupata della costruzione dell’impalcatura (poi totalmente distrutta dalle fiamme) che avvolgeva la chiesa prima del rogo. “Le Bras Freres”, questo il nome della società, ha fatto sapere agli inquirenti che alcuni operai abitualmente fumavano in cima alla stessa impalcatura. La società si è detta “rammaricata” per questi episodi. Ma di fatto ha anche escluso un legame tra l’incendio e le sigarette degli operai. “Effettivamente – ha dichiarato Marc Eskenazi, portavoce dell’impresa – ci sono operai che ogni tanto hanno violato il divieto ma in nessun caso all’origine dell’incendio ci potrebbe essere un mozzicone spento male”. Intanto, come riporta le Canard Enchainè, gli inquirenti avrebbero trovato sulle impalcature almeno sette mozziconi di sigarette. Insomma le indagini di fatto vanno avanti e adesso l’obiettivo degli investigatori è chiaro: individuare in poco tempo la causa dell’incendio. Le indagini si stanno concentrando sui lavori nella cattedrale. Di certo la presenza di alcuni operai sull’impalcatura della cattedrale con qualche sigaretta tra le mani potrebbe portare le indagini a mettere nel mirino uno dei dipendenti della ditta. Ma va dimostrato in modo chiaro il legame tra una sigaretta e il rogo che ha distrutto la cattedrale.

“Le Bras Freres” non era l’unica ditta impegnata nei lavori su Notre Dame. Il presidente francese, Emmanuel Macron ha affermato che la cattedrale verrà ricostruita nei prossimi cinque anni. Un’impresa non facile. I danni sulla struttura sono prfondi e ci vorrà del tempo per studiare un nuovo progetto capace di ricostruire le parti mancanti e soprattutto proteggere la parte della chiesa che è rimasta in piedi. La ricostruzione partirà subito dopo la chiusura delle indagini che si annunciano lunghe e complesse. Il Giornale.it

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