Novafeltria. La sensitiva cerca Guerrina tra i mulini

Guerrina-Piscaglia-ultime-news2-744x438SI TORNA a cercare il corpo di Guerrina Piscaglia a Ca’ Raffaello e dintorni. Questa volta sulle sue tracce non ci sono i cani molecolari, uomini della scientifica, sommozzatori o carabinieri, ma medium, cronisti, e il marito di Guerrina, Mirco Alessandrini. La sparizione della casalinga, il 1° maggio 2014, è ancora avvolta nel mistero. Il cadavere della mamma non si trova da nessuna parte, come il suo cellulare. E così dopo le dichiarazioni fatte da una sensitiva toscana ai carabinieri, e messe a verbale, sabato alcuni giornalisti sono tornati nel piccolo paesino a confine tra Romagna e Toscana per cercare qualche indizio, senza però trovare nulla. Con loro anche il marito della donna. «Cerco ancora la verità sulla sparizione di mia moglie» affermava poche settimane fa, Alessandrini.
I mulini visitati sabato sono stati quello di Cà Raffaello, vicino ad un torrente che affluisce sul fiume Marecchia e poco lontano dallae statale Marecchiese (dove alcuni testimoni avrebbero avvistato per l’ultima volta Guerrina quel primo maggio), e quello abbandonato a San Gianni, poco lontano dal lago in cui i vigili del fuoco avevano scandagliato un anno fa il fondo. Tra alberi, cespugli, pozzi e all’interno dei fabbricati, i carabinieri di Arezzo e Badia Tedalda erano già stati mesi fa, dopo la segnalazione della veggente. Ma nessun riscontro oggettivo è stato registrato dalle forze dell’ordine. Nemmeno sabato Mirco e i cronisti hanno trovato qualcosa. I mesi passano ma il corpo di Guerrina continua a mancare. Per gli inquirenti è stata uccisa dall’ex parroco del paese, padre Gratien Alabi, rinchiuso in carcere ad Arezzo da sei mesi. Lui continua a dichiararsi innocente. Il prossimo 4 dicembre il religioso andrà a processo in Corte d’Assise.

Resto del Carlino