Procede a ritmi serrati la costruzione della nuova infrastruttura viaria sulla Strada Provinciale 107, progettata per collegare i territori di Novafeltria e Maiolo nella zona di Palazzo Cà Migliore. L’obiettivo fissato per la conclusione del cantiere è l’apertura al transito automobilistico entro la prossima estate.
Un passaggio cruciale dei lavori si è concluso nelle scorse settimane con il varo dell’impalcato in metallo. Questa imponente struttura principale, che era stata precedentemente assemblata a terra, è stata sollevata e posizionata in modo definitivo sopra le spalle e le pile portanti. Il viadotto si estenderà per una lunghezza totale di circa 138 metri, suddivisi in tre campate che misureranno rispettivamente 41,5, 55 e nuovamente 41,5 metri.
Dal punto di vista tecnico, l’opera è concepita con una soluzione ibrida che unisce travi in acciaio a una soletta collaborante in cemento armato. Attualmente, le maestranze sono concentrate proprio sulla realizzazione di quest’ultima gettata in calcestruzzo, la quale fungerà da base per il futuro manto stradale. Una volta completata, la carreggiata disporrà di due corsie di marcia larghe 3,25 metri ciascuna, delimitate da banchine laterali di un metro e da appositi cordoli dove verranno ancorate le barriere di sicurezza. Nei mesi a venire verranno ultimate le restanti finiture necessarie a rendere l’arteria pienamente operativa.
Sull’avanzamento dei lavori ha fatto il punto il presidente della Provincia di Rimini, Jamil Sadegholvaad, il quale ha ricordato un incontro pubblico svoltosi esattamente un anno fa a Maiolo. In quell’occasione, insieme ai primi cittadini Marcello Fattori e Stefano Zanchini, il progetto di abbattimento del vecchio viadotto e la successiva ricostruzione erano stati presentati a una vasta rappresentanza della cittadinanza e alle realtà aziendali locali. Il presidente provinciale ha inoltre evidenziato come l’investimento, che ammonta a 5.350.000 euro, rappresenti un tassello infrastrutturale di valenza fondamentale non solo per i due comuni direttamente interessati, ma per l’intera alta Valmarecchia e per tutto il tessuto viario del territorio riminese.












