Novafeltria, sanità e territorio: trasporto gratuito per i malati oncologici, l’Unione blinda il servizio

Curarsi non può essere una corsa a ostacoli, nemmeno per chi vive nelle frazioni più isolate dell’Appennino. Con questo obiettivo l’Unione dei Comuni della Valmarecchia ha annunciato oggi il consolidamento del servizio di accompagnamento e trasporto per i pazienti oncologici: un progetto che abbandona la fase sperimentale per diventare un pilastro strutturale del welfare di vallata, finanziato con un piano economico da 46mila euro.

In un comunicato diffuso dall’Unione dei Comuni, l’iniziativa viene definita come una necessaria “alleanza terapeutica” contro le difficoltà logistiche di un territorio complesso. L’Alta Valmarecchia si estende infatti su 330 chilometri quadrati, con densità abitative che in centri come Casteldelci crollano sotto i 10 abitanti per chilometro quadrato e un indice di vecchiaia che supera spesso il 300%. Una geografia che rischia di isolare chi ha bisogno di cure salvavita.

Il problema è noto: il presidio ospedaliero “Sacra Famiglia” di Novafeltria, pur centrale per la valle, non effettua trattamenti radioterapici o chemioterapici. Ciò costringe i pazienti a trasferte impegnative verso gli altri ospedali dell’Ausl Romagna per cicli che prevedono medie di 25 sedute. Un carico non solo fisico, ma anche economico e organizzativo che grava su famiglie già provate dalla malattia.

Per rispondere a questa emergenza silenziosa, l’ente ha stanziato 31.000 euro dal proprio bilancio, integrati da 15.000 euro del Fondo regionale per la non autosufficienza. Questo garantisce la totale gratuità del servizio per i residenti di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello e Montecopiolo.

La gestione operativa resta affidata all’Aovam (Associazione oncologica e del volontariato Valmarecchia), braccio operativo dei Servizi sociali. Il protocollo è rigoroso e umano al tempo stesso: i volontari prelevano il paziente a domicilio, lo assistono fino all’interno dell’ambulatorio e garantiscono il rientro immediato post-terapia. Una centrale operativa raccoglie le prenotazioni entro le ore 12:00 del giorno precedente, ottimizzando i viaggi.

“Il nostro impegno prioritario è abbattere ogni ostacolo che si frappone tra il cittadino e il suo diritto alla salute”, spiegano dai Servizi sociali dell’Unione, sottolineando il valore etico dell’operazione. “In un territorio vasto e complesso come il nostro, il trasporto sociale non è un semplice servizio logistico, ma un atto di cura profondo che restituisce dignità e serenità. Grazie alla collaborazione con il volontariato, trasformiamo la distanza in vicinanza”.