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  • Npl, chi è ora a favore della vendita? (articolo completo de La RepubblicaSM)

    Le carte mettono in luce come al centro degli interessi esterni al sistema ci fosse proprio il pacchetto dei crediti cosiddetti non performanti e la loro gestione. Fu direttamente Raffaele Mazzeo ad occuparsi dell’analisi del pacchetto Delta.

    La parte mancante dell’ordinanza del giudice Morsiani pubblicata ieri in anteprima da Giornalesm mostra con ancor più chiarezza come si sia posto il Paese su un crinale particolarmente stretto e rischioso. E come a farlo siano state persone che hanno agito indisturbate (con tanto di manleve!) all’interno delle nostre più alte istituzioni.

    L’ordinanza fa così emergere come già all’indomani dell’insediamento della nuova dirigenza di Banca Centrale (per intenderci quella di Grais e Savorelli) si sia attivata una immediata condivisione di dati sensibili e informazioni strategiche con un interlocutore esterno che fa capo alla Advantage Financial di Francesco Confuorti con conseguenti rischi non soltanto sul lato istituzionale ma anche dal punto di vista economico.

    Fra i tanti esempi riportati nell’ordinanza c’è quello in cui informazioni sensibili e strategiche vengono consegnate, dopo aver ricevuto indicazioni dalla collega Eva Guidi, dal responsabile del dipartimento danza al dg Savorelli il quale prontamente le gira alla advantage nancial. L’interesse di quest’ultima si rivela così molto più ampio rispetto alla cosiddetta operazione titoli con la quale i debiti di Francesco Confuorti, del suo manager e di alcuni suoi parenti vengono azzerati mediante l’acquisizione dell’ormai famoso titolo di Cis da parte di Bcsm.

    Il fulcro degli interessi esterni sul sistema bancario sammarinese si rivela essere la delicata partita degli Npl. Dopo averne sentito parlare per oltre un anno si deciderà in questi giorni, il prossimo 26 ottobre, la s(vendita) dei cosiddetti crediti non performanti del pacchetto Delta di Cassa di Risparmio.

    Più di un miliardo di euro che verrà venduto a 109 milioni.

    Un patrimonio importante, una specie di tesoretto dei sammarinesi che per le forze di opposizione avrebbe dovuto essere gestito internamente in modo da creare ricchezza e dare la possibilità di continuare ad avere un lavoro a chi altrimenti rischia di perderlo. Del resto anche la parte mancante della nuova ordinanza del giudice Morsiani non fa che confermare come al centro degli interessi terzi sul sistema bancario sammarinese ci fosse proprio la prospettiva di gestione dei cosiddetti crediti non performanti in relazione ai quali i referenti di Advantage avrebbero collaborato facendo emergere come gli npl sarebbero stati esposti ad un tentativo penetrante di eterodeterminazione, nell’ambito del quale soggetti esterni avrebbero influenzato la scelta degli obiettivi.

    Nell’ultima seduta della commissione finanze che è stata trasformata nel teatro dove rappresentare l’uscita di scena di Simone Celli, lo stesso ex segretario si è scagliato contro la decisione di non affidare il ruolo di dg di Bcsm al dott. Raffaele Mazzeo.

    Ma basti leggere le carte della magistratura per capire come determinate scelte non possano che rappresentare la base del nuovo corso di Bcsm. Si evince infatti che il dott. Mazzeo, numero uno della vigilanza in Bcsm, si sia direttamente occupato dell’analisi del pacchetto Delta, della svalutazione dei crediti, della revisione dei tax assets nonché della revisione del bilancio 2016 predisposto dalla struttura e a lui trasmesso per inserire le revisioni.

    Che alla luce di queste carte ci sia ancora chi, evocando il senso di responsabilità, spinga per la vendita, la dice lunga su quanto certe decisioni siano state prese per il bene e per la difesa di un Paese che pare piuttosto esser stato consegnato direttamente nella bocca dei leoni.

    La RepubblicaSM