Uno scafato, che si è guardato bene anche dal lasciare la minima impronta di scarpe sul sangue che ricopriva per buona parte il pavimento. Un assassino che è stato così accorto dal non portarsi dietro un telefonino che avrebbe potuto portare gli investigatori, nelle successive indagini, a captare un qualche segnale; così lucido ed efferato da colpire con un coltello ben trenta volte la vittima, far sparire l’arma del delitto e un mazzo di chiavi dell’abitazione, non toccare nulla, non lasciare nulla in giro che potesse attirare l’attenzione. Insomma: i carabinieri pensano che dietro il delitto di Adriana Mihaela Simion, la squillo romena di 26 anni ritrovata morta nel trilocale di Marcelli di Numana nella notte tra il 7 e l’8 aprile scorsi, non si possa nascondere un cliente occasionale, uno sbadato e inesperto. Anzi: chi ha agito è uno che ci sa fare, che ha calcolato tutto. Che non è entrato in quell’appartamento solo per rubare qualche banconota da cento euro alla prostituta, ma per farla fuori, perchè evidentemente dava fastidio. I risultati delle analisi del Ris di Roma non sono ancora arrivati e una soluzione al caso è difficile, per ora, vederla all’orizzonte. Non ci sono tracce evidenti che possano indirizzare le indagini su una strada piuttosto che su un’altra.











