Numana (Ancona). Sulle tracce di un killer professionista, ritenuto responsabile dell’omicidio della squillo a Marcelli.

112Uno scafato, che si è guardato bene anche dal lasciare la minima impronta di scarpe sul sangue che ricopriva per buona parte il pavimento. Un assassino che è stato così accorto dal non portarsi dietro un telefonino che avrebbe potuto portare gli investigatori, nelle successive indagini, a captare un qualche segnale; così lucido ed efferato da colpire con un coltello ben trenta volte la vittima, far sparire l’arma del delitto e un mazzo di chiavi dell’abitazione, non toccare nulla, non lasciare nulla in giro che potesse attirare l’attenzione. Insomma: i carabinieri pensano che dietro il delitto di Adriana Mihaela Simion, la squillo romena di 26 anni ritrovata morta nel trilocale di Marcelli di Numana nella notte tra il 7 e l’8 aprile scorsi, non si possa nascondere un cliente occasionale, uno sbadato e inesperto. Anzi: chi ha agito è uno che ci sa fare, che ha calcolato tutto. Che non è entrato in quell’appartamento solo per rubare qualche banconota da cento euro alla prostituta, ma per farla fuori, perchè evidentemente dava fastidio. I risultati delle analisi del Ris di Roma non sono ancora arrivati e una soluzione al caso è difficile, per ora, vederla all’orizzonte. Non ci sono tracce evidenti che possano indirizzare le indagini su una strada piuttosto che su un’altra.

Non che i carabinieri del reparto operativo brancolino nel buio, tanto per usare un’espressione cara ai cronisti di nera di fronte a casi simili, ma il quadro delle indagini è molto complicato, complesso. Tutti gli ultimi clienti di Adriana hanno un alibi di ferro. Gente che ha consumato un rapporto e se n’è andata subito dopo. Il presunto fidanzato e gli amici della romena non erano a Numana quel giorno. Sono arrivati dopo l’uccisione. Le investigazioni sulle celle telefoniche sono come cercare un ago nel pagliaio. Sulla scena del crimine non c’è neanche una briciola che possa saltare all’occhio. L’appartamento è stato trovato in disordine, ma non un quadro post colluttazione. Adriana ha provato a difendersi, me neanche più di tanto. L’assassino ha agito bene, deciso e alla svelta. Come sanno fare solo i killer scafati. C’è da capire il perchè.
Dal Resto del Carlino