BOLOGNA, 30 GEN – Nei prossimi giorni, la famiglia di Cristina Golinucci, la giovane scomparsa da Cesena nel settembre 1992, presenterà alla Procura di Forlì una nuova richiesta per riattivare le indagini su quello che si sospetta essere un omicidio. Nel corso degli anni, il caso è stato riaperto e archiviato più volte, generando crescente preoccupazione e desiderio di giustizia da parte dei familiari.
L’istanza, che verrà presentata nei prossimi giorni, includerà una denuncia contro Emanuel Boke, un ragazzo nigeriano che all’epoca dei fatti si trovava nel convento dei cappuccini di Ronta, il luogo verso cui Cristina si dirigeva quando è scomparsa. Boke era già stato considerato un sospettato in precedenti indagini, ma la sua implicazione era stata esclusa. È stato condannato in passato per violenza sessuale ai danni di due ragazze di Cesena.
La famiglia Golinucci ha manifestato l’intento di rintracciare Boke, suggerendo l’inserimento del suo DNA nella banca dati francese, poiché risulterebbe essersi trasferito in Francia. Questa mattina, Marisa degli Angeli, madre di Cristina e fondatrice dell’associazione Penelope Emilia-Romagna, ha avuto un incontro con il nuovo procuratore di Forlì, Enrico Cieri, insieme all’avvocata Barbara Iannuccelli. Durante l’incontro, il procuratore ha assicurato che la nuova istanza sarà esaminata con la massima attenzione, in un tentativo di fare chiarezza sulla scomparsa della giovane.