Completamento e qualificazione culturale dei Musei Civici di Imola, con la realizzazione del nuovo Museo archeologico nel complesso conventuale di San Domenico: sono in fase di avvio, dopo una la fase progettuale, i lavori per realizzare una profonda trasformazione architettonica che cambierà profondamente il cuore della città.
Il progetto, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con risorse europee per il sostegno della tutela, valorizzazione e messa in rete del patrimonio culturale, coinvolge i Comuni di Imola e Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna.
L’importo complessivo della realizzazione è 1 milione e 540mila euro, 600mila dei quali finanziati dalla Regione con il contributo europeo e i restanti finanziati dal Comune di Imola. A questi importi si aggiungono 130mila euro che la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha messo a disposizione dei Musei Civici per importanti lavori di manutenzione conservativa sul patrimonio del nuovo Museo archeologico.
La conclusione dei lavori, prorogata a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria da pandemia covid-19, dovrà essere entro il 30 settembre 2022.
L’obiettivo del progetto è nello specifico quello di rendere fruibile il primo chiostro del convento, un gioiello rinascimentale che verrà recuperato architettonicamente, e l’area dello scavo a vista, un’area archeologica che costituirà un elemento focale del nuovo museo.
Questa nuova sezione archeologica completerà quindi le raccolte contenute nel complesso di San Domenico, che una volta terminati i lavori, si articoleranno nelle Collezioni d’Arte della Città, nel Museo Giuseppe Scarabelli e nel nuovo Museo archeologico.
I lavori architettonici
L’intervento consentirà il pieno recupero del primo chiostro, a partire dal colonnato quattrocentesco, restituendo alle 32 colonne corinzie la loro funzione portante, demolendo le chiusure ottocentesche ancora esistenti nel chiostro e i pilastri di sostegno novecenteschi.
Oltre al chiostro il cantiere interesserà diversi ambienti del convento domenicano con l’obiettivo di realizzare la prima parte del percorso del nuovo Museo archeologico. Questo sarà accessibile dal primo piano del museo esistente, in continuità con il Museo Giuseppe Scarabelli e si svilupperà al secondo piano attraverso la cosiddetta mansarda e il granaio, per poi scendere al piano interrato con la zona dello scavo a vista. Gli interventi in questo caso interesseranno la ricostruzione di un solaio e la realizzazione di due scale di collegamento tra i piani.
In totale, l’area di intervento dell’attuale cantiere si estenderà su una superficie di circa 420 mq. articolati nella cosiddetta mansarda e nel granaio, oltre agli 80 mq dello scavo a vista.
I lavori archeologici e l’allestimento dell’area dello scavo
In anticipo sulla apertura del cantiere per i lavori architettonici è stato portato a termine dalla Soprintendenza, con la direzione scientifica della dott. Valentina Manzelli, lo scavo di un’area archeologica già in parte indagata una ventina di anni fa. L’intervento finalizzato alla verifica puntuale delle stratigrafie ed evidenze archeologiche interrate e all’avanzamento del progetto di fattibilità architettonico strutturale è stato determinante per il progetto in corso che prevede la musealizzazione dell’area di scavo.
L’intervento porterà all’allestimento definitivo e all’apertura al pubblico dell’area dello scavo a vista. Qui sarà possibile ammirare tre ambienti pavimentati a mosaico relativi ad una ricca domus romana risalente al I secolo a.C. e i resti di una officina quattrocentesca, destinata alla fusione delle campane della chiesa di San Nicolò e Domenico. Il pubblico potrà visitare l’area percorrendo passerelle sopraelevate e accompagnato da un video multimediale che racconterà gli oltre 2.000 anni di storia che si sono svolti in questo luogo.
Le fasi future di allestimento
Saranno necessarie nuove risorse per progettare la seconda fase di lavori che riguarderà l’allestimento della prima sezione dedicata alla preistoria e protostoria del territorio imolese, da collocarsi negli ambienti oggetto del presente intervento architettonico (la cosiddetta mansarda e il granaio).
Una terza fase potrà poi essere dedicata al definitivo completamento del primo chiostro, con gli intonaci e il restauro delle lunette affrescate con la storia dell’ordine Domenicano.
Andranno inoltre completati gli interventi su altri ambienti del piano terra, prossimi all’area dello scavo e garantito il collegamento con il sotterraneo del convento, ove, in futuro, si intende proseguire con l’esposizione dei reperti archeologici relativi alla fase romana e medievale.
Oggi i reperti che andranno a costituire il museo archeologico sono conservati in un deposito esterno al complesso di San Domenico, sito nel complesso di Sante Zennaro.
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