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  • O la va o la spacca … di Sergio Pizzolante

    Se dici che la riforma del premierato è la madre di tutte le riforme e poi perdi il referendum( se riesci a farla), non puoi dire che poi non ti dimetti.
    Se dici “o la va o la spacca” e poi, spacca, allora spacca, mia cara…
    Non solo perché hai perso la madre di tutte le tue riforme, non solo, ma perché ti sei messa nelle condizioni di chiedere un plebiscito su di te e lo hai perso. Se lo perdi. E lo perderai.
    Perché se sei tu contro tutti, tutti sono più di te.
    E’ un errore madornale.
    Giorgia Meloni è persona intelligente, con struttura e spessore politico.
    Ce ne sono pochi. Perché spreca se stessa?
    Perché?
    E’ veramente un danno.
    Perché su questioni oggi cruciali, di politica estera, su Occidente e Ucraina soprattutto, e’ figura indispensabile, visto il livello della concorrenza.
    Perché allora?
    Per una ragione, che è psicologica e politica.
    Spiego.
    Io ho seguito con molto interesse la storia di Renzi. Da subito. Ci ho visto la possibilità di una svolta riformista nella sinistra. Nel centro sinistra. E’ partito, all’inizio con una certa confusione fra Berlinguer e Craxi. Poi ha capito.
    E’ stato coraggioso con la “ditta”, lì ha messi in soffitta come fece Craxi con Marx. Ha fatto il Job Act e industria 4.0. Non il reddito di cittadinanza. Lavoro e industria non assistenza senza futuro.
    Poi Renzi ha sprecato se stesso. Rimane una grande risorsa in campo, ma adesso gioca a calcetto non a calcio. E’ un peccato.
    Però, siccome gioco a calcetto( molto meno bene di lui) anche io, beh, ci vediamo su quei campi.
    Renzi sbaglio’ perché l’io contro tutti e’ uno sbaglio.
    Perché fece quell’errore? Per vanità. No. Un po’ anche, ma non solo.
    Perché sei il Presidente del Consiglio e ti rendi conto che non sei in grado di fare il Presidente del Consiglio.
    Perché, come diceva Nenni, sei entrato nella stanza dei bottoni e non trovi i bottoni.
    Perché ti rendi conto che sei ormai un potere debole.
    Perché bastano uno o due o tre casi Toti per ribaltare ogni risultato democraticamente ottenuto.
    Perché basta il contrasto di un partito minore per crearti minori capacità di governo.
    Perché( nel caso di Renzi soprattutto) le correnti interne ti lavorano contro.
    Perché, nel caso di Meloni, i cattivi umori del passato coprono troppo spesso le istanze del futuro.
    Perché la stampa e la magistratura, sono poteri forti. Troppo forti da affrontare con le attuali forze.
    E allora vuoi la forza del “popolo” su di te.
    Il punto è questo.
    Lo capisco.
    Non è una cattiva intenzione.
    E’ una intenzione sbagliata.
    Perché è una dichiarazione di guerra al mondo, che è più grande di te.
    Perché i bottoni Nenni non li trovava, perché non glieli facevano trovare, ma c’erano, i bottoni erano la politica, i partiti, la democrazia nei partiti, i poteri in equilibrio. Tutto era ampolloso, macchinoso, ridondante spesso, ma le istituzioni democraticamente elette contavano. Contavano.
    E’ necessario rendere tutto più snello e veloce di allora.
    Ma è necessario anche, drammaticamente necessario, rendere tutto più articolato e complesso l’oggi.
    Ridare forza alla politica, ai partiti, al Parlamento, alle amministrazioni locali.
    Più equilibrio dei poteri.
    Il richiamo al popolo su di se e’ una scorciatoia senza sbocco.
    È pericolosa.
    Perché il “popolo” di oggi può andare su Meloni ma anche su Conte o Schlein o Vannacci.
    Per dire.
    Sergio Pizzolante