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  • Oliva Ascolana DOP a rischio? Il Governo interviene per fermare le imitazioni dopo l’interrogazione dell’on. Carloni, presidente della Commissione per le imprese e l’agricoltura della Camera dei Deputati

    Il Governo italiano ha espresso il proprio impegno nel garantire la tutela della Denominazione di Origine Protetta (DOP) “Oliva Ascolana del Piceno”, a seguito di un’interrogazione presentata dall’onorevole Mirco Carloni, presidente della Commissione per le imprese e l’agricoltura della Camera dei Deputati.

    La questione era stata sollevata dal Consorzio di Tutela dell’Oliva Tenera Ascolana DOP, che denunciava l’uso improprio di denominazioni generiche come “oliva all’ascolana” su prodotti non conformi al disciplinare DOP, soprattutto nella grande distribuzione. Tale pratica, secondo il Consorzio, danneggia sia i produttori locali che i consumatori, i quali potrebbero essere indotti in errore riguardo alla qualità e all’origine del prodotto.

    On. Mirko Carloni

    In risposta, il Governo ha avviato un approfondimento in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare (CUFA) e l’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari (ICQRF). L’obiettivo è garantire il rispetto della normativa vigente e fornire chiarimenti utili agli operatori del settore. In particolare, si sta riesaminando l’orientamento del 2007 sulla legittimità di tali denominazioni, alla luce di recenti sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

    L’onorevole Carloni ha espresso soddisfazione per la risposta del Governo, sottolineando l’importanza di proteggere un prodotto simbolo della gastronomia italiana: “L’oliva ascolana ha una forte attrattività di mercato perché è una delle parole più conosciute nella gastronomia italiana nel mondo. Queste parole, associate alla ricetta e alla tipologia di olive utilizzate, devono ottenere maggiore protezione”.

    Il Consorzio di Tutela dell’Oliva Tenera Ascolana DOP è l’unico in Italia a proteggere sia il frutto che il prodotto finito. Il riconoscimento ufficiale del Consorzio da parte del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) nel 2022 ha rappresentato un passo significativo nella tutela di questo prodotto d’eccellenza, legando il marchio ai produttori associati e proteggendolo da possibili speculazioni.

    Nonostante ciò, il fenomeno delle imitazioni rimane diffuso. Secondo il presidente del Consorzio, Primo Valenti, solo una confezione su dieci rispetterebbe il disciplinare DOP, mentre le altre sarebbero imitazioni che non rispettano gli ingredienti originali, spesso risultando di qualità inferiore. Il Governo, attraverso il riesame delle normative e l’intensificazione dei controlli, mira a proteggere la DOP “Oliva Ascolana del Piceno” e a garantire il rispetto delle normative, salvaguardando così un patrimonio culturale e gastronomico di rilevanza internazionale.