“Devo escludere che possa rispondere al vero la notizia del ritrovamento di una radiolina all’interno della cella occupata da Claudio Podeschi”. Parola di Massimiliano Annetta, difensore, unitamente agli avvocati Pagliai e Campagna, dello stesso ex Segretario di Stato detenuto in carcere in forza di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale sammarinese.
A dire il vero, quella dell’Avvocato Annetta, non si può definire una smentita categorica essendo frutto di una deduzione logica e non di precise comunicazioni ricevute dalla difesa direttamente dai giudici incaricati delle indagini. Questi ultimi, infatti, seppure sollecitati dall’Avvocato Campagna, hanno preferito non comunicare nulla in merito. Almeno allo stesso Campagna: “Dopo la perquisizione mi sono recato in Tribunale – ha spiegato – e ho chiesto al cancelliere di poter incontrare il giudice per ricevere notizie, ma dal cancelliere, che ha telefonicamente interessato il giudice della mia richiesta, ho ricevuto risposta negativa e non sono stato ricevuto”.
Complimenti sinceri, da collega, quindi, ai giornalisti del Resto del Carlino che hanno saputo fornire dettagli ignoti anche alla difesa di Podeschi. Certo, il procedimento che ha portato in carcere il Gendarme è probabilmente un atto distinto dall’inchiesta che grava su Podeschi e la Baruca i quali -legge alla mano- non avrebbero commesso alcun reato essendo il favoreggiamento una violazione a carico esclusivo di chi lo effettua, nel caso il Gendarme. Ma, c’è un ma…
Il CEDU in materia di perquisizioni è estremamente chiaro e assoggetta la cella alla disponibilità del suo occupante, equiparandola alla sua abitazione. Dai legali -nel caso da Campagna, l’unico che ha incontrato Podeschi dopo la stessa perquisizione- si apprende, poi, che i due detenuti avrebbero anche subito una perquisizione personale. Il tutto senza poter vedere il mandato di perquisizione e senza poterlo sottoporre ad esame di legittimità di un loro legale. Per di più senza poterne richiedere la presenza per tutelarsi da eventuali errori o doli durante la medesima.
Ma perchè l’Avvocato Annetta non crede alla notizia del ritrovamento di una ricetrasmittente all’interno della cella di Podeschi? Semplice: perchè Podeschi nell’incontro immediatamente successivo alla perquisizione avuto con il suo legale Campagna -come ci viene confermato dallo stesso- ha affermato che la perquisizione non aveva dato alcun esito. Ciò significa che non gli è stato contestato o comunicato nulla come, invece, secondo i difensori, le disposizioni sammarinesi o del CEDU imporrebbero.
Al giallo nel giallo sembra quindi aggiungerne un altro: il giallo della ricetrasmittente trovata -secondo quanto scritto da Il Resto del Carlino- all’interno della cella di Podeschi dopo una perquisizione che definire controversa nei modi (vista posizione di difesa) non appare azzardato.
E fin qui i fatti, così come ricostruiti da una delle due parti in causa e dal lavoro dei colleghi del Carlino. Fatti che, però, meritano alcune considerazioni e suscitano altri inquietanti dubbi sull’operato della Magistratura. Possibile che sia così difficile produrre una azione senza che si permetta alla difesa di aprire contenziosi sulla legittimità e conformità a leggi e regolamenti degli stessi? Non voglio credere che il Tribunale sammarinese sia una accozzaglia di dilettanti allo sbaraglio perchè così non è viste le tante inchieste importanti chiuse professionalmente fino ad ora. Al tempo stesso non voglio credere, e non ci credo!, che dietro a tante presunte violazioni dei diritti di difesa e indagato possa esserci, in Tribunale, la volontà di dare appigli a cui i legali di Podeschi possano attaccarsi per sottrarre i loro assistiti al giudizio ed evitare una eventuale condanna…
Ma non posso credere neppure che gli avvocati si inventino fatti e leggi, perchè anche questo così non è.
Addirittura, il caso, il fato, nella vicenda della perquisizione, aveva giocato in favore dei Giudici… Quando gli addetti si sono presentati in carcere, ai Cappuccini era presente l’avvocato Campagna -ce lo ha confermato lui stesso- ma è stato allontanato. Sarebbe bastato metterlo al corrente della perquisizione da effettuare e tutto il resto sarebbe venuto da sé. Si sarebbero evitate polemiche, altri dubbi, un ulteriore probabile ricorso alla Corte dei Diritti dell’Uomo e, soprattutto, “veleni” che non fanno certo bene in un momento delicato come questo, alla vigilia, cioè, della “Terza istanza” che vedrà il giudice Emiliani doversi esprimere sulla correttezza di tutti gli atti fatti fino ad ora dai suoi colleghi del Tribunale Sammarinese nell’ambito dell’inchiesta incentrata su un presunto riciclaggio. Invece -ci spiega l’avvocato Annetta- “il mio collega Campagna è stato allontanato senza ulteriori spiegazioni prima di procedere alla perquisizione delle celle dei suoi assistiti che, nello stesso momento, hanno subito anche una accurata perquisizione personale senza poter visionare alcun mandato o interessare i loro difensori”. “Un fatto questo gravissimo -rincara- perchè preclude ogni garanzia per i miei assistiti”.
Come dire, per meglio comprendere, che chiunque avrebbe potuto mettere in quelle celle e poi ritrovare qualunque cosa. Non che sia successo davvero, si intenda… Ma nessun testimone terzo, garante di chi è stato perquisito, può certificare il contrario. Non era difficile evitare questo ennesimo pesante e inquietante dubbio? Perchè non si è fatto?
Una cantonata, invee, lo stesso Carlino l’ha fatta, affermando che il ritrovamento o presunto tale di una radiotrasmittente nella cella di Podeschi aggraverebbe la posizione dello stesso indagato. Falso, perchè il reato di favoreggiamento è ascrivibile esclusivamente a chi lo compie (per capire non è come la concussione dove c’è concussore e concusso) e Podeschi non è detenuto, al pari della Baruca -tuttora in ospedale su richiesta del medico e non su iniziativa della difesa come alcuni hanno erroneamente scritto- in regime di isolamento come spiegato a suo tempo dal Segretario alla Giustizia Giancarlo Venturini.
La speranza, ora, perchè non venga intaccata l’autorevolezza della democrazia sammarinese è che questa ennesima vicenda non influisca -come non deve influire- sulla sentenza di Terza Istanza, una sorta di Cassazione, di terzo grado. Crediamo che ciò non succeda, seppure la fuga di notizie sulla ricetrasmittente -vera o infondata che sia- lasci pensare che qualcuno possa avere interesse ad avvelenare il clima e influenzare il giudizio di Terza Istanza.
Se così fosse, vista la grande esperienza del Giudice Emiliani, ritengo siano sforzi inutili. In un senso o nell’altro la sentenza di Emiliani sarà razionale e motivata, suffragata da analisi dettagliate di leggi e regolamenti ed emessa nella consapevolezza che certe interpretazioni potrebbero -mi si permetta il termine, ma serve a rendere la cosa estremamente comprensibile- “mandare a puttana”, tutti i termini temporali sanciti nel Codice di Procedura Penale sammarinese.
Ma di questo, del merito del ricorso in Terza Istanza -che i legali hanno avuto la gentilezza di inviarmi- e che verrà discusso il 14 agosto prossimo in udienza pubblica, parleremo in approfondimenti ad hoc da domani…
Enrico Lazzari, uno dei 5 editorialisti di Giornale.sm