Omicidio Sacchi, il papà in lacrime: «Mio figlio Luca pulito, è morto senza sapere perché»

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«Mio figlio era stupendo, sempre col sorriso e con tanta voglia di vivere. Aveva moltissime passioni, tra cui prima d’ogni cosa lo sport, la palestra, le moto. Voglio che comprendiate la mia difficoltà a venire qui, mia moglie non ce l’ha fatta perchè è devastata. Io oggi per prendere coraggio ho indossato le mutande di Luca. Lui vedeva il mondo come buono, ma io gli dicevo di stare attento. Era un ragazzo pulito, l’ho sempre saputo. Non ho alcun dubbio su questo». Così Alfonso Sacchi, il papà di Luca, il 24enne ucciso a Roma davanti un pub la notte del 23 ottobre scorso, durante una conferenza stampa questo pomeriggio.

Un ragazzo buono. «Mio figlio era un figlio stupendo – prosegue nella sala conferenze dell’Appia Park Hotel – sempre col sorriso, pronto allo scherzo. ‘Oh pà, facciamo questo, facciamo quest’altrò mi diceva. Aveva tanta voglia di vivere, lo sport era nel suo sangue fin da piccolo. Il calcio, la palestra, le moto: questo era mio figlio. Oggi ho indossato le sue mutande per prendere coraggio, porto con me i suoi occhiali da sole e dormo col suo pigiama. “Luca, dammi coraggiò gli ho detto”. Se c’era da aiutare qualcuno lo aiutava, perfino se vedeva un gattino in strada rientrava per prendergli qualcosa da mangiare. Era un ragazzo pulito, si vedeva anche dal viso»

I soldi. «Luca vedeva tutti buoni, io gli dicevo di stare attento, di non fidarsi, di guadare anche il fratello più piccolo, Federico. Non so, cosa sia successo; forse si fidava troppo dell’altra gente. Ma era all’oscuro di tutto questo retroscena, d’altronde non aveva bisogno di soldi, io ho un ristorante e per qualsiasi sua necessità chiedeva a me e a sua madre. Mi fidavo ciecamente di Luca – aggiunge senza più riuscire a trattenere il pianto – Era ragazzo cristallino». «Era un bravo ragazzo e non aveva alcun bisogno di soldi. Io e sua madre gli abbiamo dato sempre tutto, tutto quello di cui aveva bisogno. I suoi amici, i pochi che aveva, anche loro erano tutti bravi ragazzi, tutta brava genete», ha detto il papà di Luca a chi gli domandava se il figlio avesse bisogno di soldi e se fosse a conoscenza del suo giro di amicizie.. Leggo

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