Ora è guerra alle Regioni: il governo impugna le ordinanze

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  • Il governo è pronto a dichiarare guerra ad alcune Regioni italiane che hanno scelto di non allinearsi alle direttive imposte dall’alto. Con l’approssimarsi delle elezioni e del referendum e con una tensione arrivata negli ultimi giorni a livelli altissimi, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed i suoi ministri iniziano a fare la voce grossa, decisi a riaffermare il controllo sul territorio.

    A finire per prima nel mirino dell’esecutivo, come era prevedibile, l’ordinanza emanata ieri dal governatore della Sardegna Christian Solinas, il quale ha cercato di tutelare la salute del suo popolo chiedendo che i viaggiatori intenzionati a sbarcare sull’Isola fornissero un certificato di negatività al Coronavirus o che fosse comunque obbligatorio per loro sottoporsi all’esame del tampone naso faringeo. Memore di quanto accaduto nei mesi scorsi, con la Sardegna arrivata a contagi zero prima della riapertura al turismo estivo e poi etichettata, in seguito al nuovo aumento di casi di contagio, come terra di untori, il governatore ha tentato quindi di correre ai ripari per evitare il peggio. Tutto inutile, dato che l’ordinanza, che aveva scatenato un mare di polemiche ancor prima di diventare effettiva, è stata prontamente impugnata dal governo centrale.

    Un ricorso, con tanto di richiesta di sospensiva, è stato presentato al Tar della Sardegna proprio dall’esecutivo, che ha giudicato le disposizioni di Solinas contrarie all’articolo 16 della Costituzione circa la libertà di circolazione. Secondo alcune indiscrezioni, ci sarebbe addirittura stata un’accesa discussione a distanza fra il governatore ed il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia.“La scelta del ricorso conferma un atteggiamento arrogante e propagandistico che mira a soverchiare l’autonomia speciale e contrastare sul piano ideologico e non sostanziale l’azione di governo di una Regione evidentemente non allineata, posto che misure decisamente più discriminatorie nei confronti dei sardi sono state adottate da Lazio, Campania e Puglia senza che il Governo dicesse niente o facesse ricorso”, è stato il commento del presidente sardo, come riferito da “Agi“. “Difenderemo in tutte le sedi le nostre ragioni”.

    Simile il discorso anche per quanto riguarda il Piemonte, dove si è scatenata una vera e proprio battaglia dopo quanto deciso dal governatore Alberto Cirio, reo di aver emanato una settimana fa un’ordinanza in cui si chiedeva la misurazione della temperatura corporea dei bambini all’ingresso della scuola, piuttosto che a casa, come invece richiesto dall’esecutivo.

    A puntare il dito contro il presidente del Piemonte prima l’Ufficio scolastico regionale, poi lo stesso ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Dopo richiami e minacce, alla fine il provvedimento è stato effettivamente impugnato dal Miur e dal ministero della Salute. Il governatore Cirio, in ogni caso, non ha fatto alcun passo indietro, dichiarando la propria intenzione di voler attendere la delibera del Tar e di difendere la propria ordinanza. “Siamo convinti sia utile e necessaria, oltre a ricadere appieno nelle competenze della Regione, tra le quali c’è quella di tutelare la salute dei suoi cittadini“, si legge in un suo comunicato riportato da “LaPresse“.

    Insomma, dopo il duro braccio di ferro col governatore della Sicilia Nello Musumeci, il governo pare proprio esser pronto a dare di nuovo battaglia. Dalla parte dei governatori si è schierata anche Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Il governo, con una decisione assai discutibile, impugna l’ordinanza della Regione Sardegna che prevede test obbligatori per i passeggeri in entrata nell’isola che non si siano presentati all’imbarco con una certificazione di negatività al Covid. I governatori – da Solinas a Cirio, dalla Santelli a Musumeci – provano a mettere le toppe nelle falle causate dalla gestione approssimativa dell’emergenza sanitaria da parte dell’esecutivo, e Palazzo Chigi, invece, contro chi tenta di garantire i propri concittadini. Quello del premier Conte e dei suoi ministri è davvero un mondo al contrario“, ha attaccato la rappresentante di FI, come riportato da “AdnKronos“.



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