“ORA NON CI STA CHE DAL GOVERNO SI CHIAMINO FUORI”. “Perorarono le scelte di Bcsm”

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Iro Belluzzi (Psd): “Considerato che lo Stato è proprietario di Carisp, il governo potrebbe valutare di fare una trattativa con i soci di Asset, logicamente in maniera estensiva considero tali anche i titolari delle obbligazioni subordinate a cui deve essere data una risposta immediata, per transfer; probabilmente mi sbaglio ma la strada dell’appello da parte di Bcsm la vedo di cliente percorribile, ciò che è emerso con chiarezza è che entrambi i provvedimenti, l’amministrazione straordinaria e la liquidazione coatta amministrativa sono stati posti in essere in maniera illegittima”.

A distanza di una settimana dalle due sentenze del giudice Pasini che hanno dato ragione ad Asset Banca abbiamo ascoltato il punto di vista del consigliere del Psd Iro Belluzzi che in questi due anni ha osteggiato con forza le azioni sull’istituto dandosi parecchio da fare per dar voce agli ex correntisti di Asset Banca, specie ai titolari delle obbligazioni subordinate che attendono ancora di riavere indietro i propri risparmi.

Su Asset il governo ha mantenuto un riservato silenzio, poche parole sono state dette da due segretari di stato che si sono chiamati fuori dai giochi limitandosi ad affermare che ogni decisione fu presa dagli allora vertici di Bcsm. Qual è la sua opinione?

“Dico che le responsabilità sono evidenti e che ogni atto compiuto è stato sostenuto in tutti i passaggi con forza non soltanto dal governo ma dall’intera maggioranza. Questo nessuno può negarlo e sarebbe interessante riascoltare gli interventi fatti in consiglio grande e generale proprio in concomitanza con le azioni svolte contro Asset. Eva Guidi allora non era segretario di stato alle finanze perché al suo posto c’era Simone Celli ma anche da consigliere fu molto battagliera nel perorare le scelte di Bcsm. Ricordo poi molto bene la reazione scomposta del Congresso di Stato quando il giudice Pasini si espresse la prima volta sull’illegittimità del commissariamento. In particolare mi riferisco alle parole di Zanotti che fece dichiarazioni sul fatto che si stesse riflettendo su come impugnare quella ordinanza”.

Fu dunque una scelta politica quella di commissariare e liquidare Asset?
“Certo che fu una scelta politica, una politica però non a favore ma contro il Paese. Mi spiace siano passati alcuni anni e che qualcuno nel frattempo possa aver dimenticato qualche passaggio. Fu subito chiaro allora che si stava facendo molto male a San Marino, quale investitore serio da quel momento in poi avrebbe scelto il nostro Paese sapendo del precedente di Asset Banca, un esproprio legalizzato? Nell’estate del 2017 non dobbiamo dimenticare che sul Pianello scesero gli industriali non potendo appunto accettare l’esproprio”.

Come stanno reagendo i sammarinesi?
“Se da un lato gli investitori non salgono più sul Titano, dall’altro la situazione all’interno del Paese non è certo tranquilla. Sin dall’inizio ho parlato del pericolo che poi è diventato reale che quelle azioni sarebbero diventate altrettanti frutti velenosi per i sammarinesi sulle cui spalle ora pesano tutte le conseguenze. Proprio alla luce di ciò stiamo valutando anche con le altre forze di minoranza di individuare le modalità più opportune per far sì che la nostra cittadinanza possa finalmente comprendere fino in fondo quel che è accaduto”.

Un governo responsabile che cosa dovrebbe fare ora?

“Considerato che lo Stato è proprietario di Carisp, il governo potrebbe valutare una trattativa con i soci di Asset, logicamente comprendendo in maniera estensiva anche i titolari delle obbligazioni subordinate a cui deve essere data una risposta immediata. Probabilmente mi sbaglio ma la strada dell’appello da parte di Bcsm la vedo difficilmente percorribile; ciò che è emerso con chiarezza è che entrambi i provvedimenti, l’amministrazione straordinaria e la liquidazione coatta amministrativa sono stati posti in essere in maniera illegittima”.

Quanto pesa il caso Asset sul futuro del governo?
“Che questo governo non abbia vita lunga lo si è visto anche durante l’approvazione della finanziaria, lì si è persa l’occasione d’oro di provare a stabilire un dialogo

“Commissariare Asset fu una scelta politica, una politica però non a favore ma contro il Paese. Mi spiace siano passati alcuni anni e che qualcuno nel frattempo possa aver dimenticato qualche passaggio. Fu subito chiaro allora che si stava facendo molto male a San Marino, quale investitore serio da quel momento in poi avrebbe scelto il nostro Paese sapendo del precedente di Asset Banca, un esproprio legalizzato?”

non solo con noi dell’opposizione che avevamo gettato un ponte ma anche con le parti sociali. La decisione di andare avanti con il non trasferimento di 30 milioni al fondo pensioni è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e così la minoranza ha abbandonato l’aula consiliare. Se a questo si aggiungono le sentenze sulla vicenda Asset, che non credo possano essere derubricate come ‘piccoli errori’ di percorso così come qualche esponente della maggioranza vorrebbe far intendere, il bilancio è presto fatto”.

David Oddone, La RepubblicaSM

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