Osservazioni di un membro ECSO

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  • La storia della nostra Repubblica è piena di tentativi, alcuni più palesi, altri meno, da parte di qualche esuberante italiano di conquistare il tricuspide monte. Temo che i libri di storia sui quali studieranno i nostri pro-pronipoti possano riferire dell’incontro ufficiale di ieri come l’incontro fra il messo dell’Imperatore d’Italia e la Satrapia del Titano.
    Come in ogni Satrapia che si rispetti, infatti, anche a San Marino verranno probabilmente concesse sia l’amministrazione autonoma della giustizia che la riscossione dei tributi, mentre quanto al resto sarà ben presto l’Impero a provvedere. Come un “funzionario reale itinerante” il Ministro Scajola ci ha onorati di una visita durante la quale ha affermato testualmente: “Il significato vero della visita di oggi per la quale sono venuto su suggerimento del premier Silvio Berlusconi, è levare l’impressione, amplificata rispetto alla realtà, di rapporti non positivi tra Italia e San Marino”. Ai problemi che si sono verificati – afferma il Ministro – “San Marino ha risposto in maniera positiva” e la “visita di oggi significa incoraggiamento a definire ciò che deve essere ancora definito e collaborazione dell’Italia al percorso di riorganizzazione economica della Repubblica”. (Fonte: NewNotizie) Tradotto: “l’Impero temeva che qualcosa qui nella vostra Satrapia non funzionasse a dovere, così abbiamo dovuto provvedere con prontezza e con fermezza, ed io sono qui oggi a rassicurarvi che ora niente più guasterà i nostri cordiali rapporti ritrovati”.
    L’accoglienza offerta ad un semplice Ministro, infatti, era di quelle riservate solitamente ai Capi di Stato o ai loro emissari, con tanto di onorificenze. Da un po’ di tempo assistiamo ad un progressivo declino delle nostre figure istituzionali (Capitani Reggenti, Segretari di Stato) a rango di semplici Sindaci o Assessori o, tutt’al più, Satrapi.
    Recentemente, ad esempio, ricordo di un incontro riferito dalla stampa, fra il sindaco di Novafeltria ed il nostro Segretario di Stato al Lavoro per discutere temi come la viabilità fra i due territori ed il parco tecnologico. E’ come se Hillary Clinton fosse andata ad incontrare il Sindaco di Aviano per questioni riguardanti le basi USA, o come se il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli andasse a discutere di TAV con il sindaco d’oltralpe di Modane.
    Pare che disattendiamo regolarmente da un po’ di tempo la norma, riconosciuta internazionalmente, dell’omologia delle cariche negli incontri ufficiali. Il nostro Segretario di Stato all’Industria avrebbe dovuto accogliere, assai più correttamente e con tutti gli onori del caso, il suo omologo Ministro italiano per lo Sviluppo Economico, e non già il Segretario agli Esteri, né una nutrita delegazione di governo e tantomeno l’Eccellentissima Reggenza.
    Procedendo in questo modo, anche attraverso il simbolismo dei protocolli ufficiali, non faremo altro che dimostrare la nostra posizione ancillare e supina di fronte alla vicina Italia, e non – come erroneamente qualcuno vorrebbe convincerci – dimostrare la nostra amicizia e la nostra disponibilità politica alla trattativa ed al dialogo, rafforzando per sovrammercato la convinzione dei concittadini circa il nostro nuovo status di “provincia autonoma a statuto speciale”.
    Di questo passo, se chiedessero dall’Italia di cambiare nome al nostro paese, invece di Repubblica di San Marino probabilmente accetteremo perfino di chiamare la nostra patria “Satrapia dei Tremonti”.