Parigi e Berlino sfidano l’Italia “Non si va contro i mercati”

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Gli attacchi e le critiche alla manovra del governo gialloverde ormai sono all’ordine del giorno.

Ieri ci hanno pensato Bce, Bundesbank, Ue, Austria e Olanda. Oggi è la volta della Germania e della Francia.

“Mi rammarico che l’Italia non abbia accolto la mano tesa dalla Commissione europea. La Commissione europea aveva detto ‘discutiamo, dialoghiamo, proviamo a migliorare questo bilancio’, e l’Italia ha rifiutato questo dialogo”, ha dichiarato il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire invitando l’Italia a “dare prova di responsabilità” e “lucidità” su questo dossier. Le Maire, parlando alla trasmissione ‘Les 4 vérités’ su France 2, ha detto che “ora sta alla Commissione europea prendere la sua decisione”.

E ancora: “Le regole europee non sono delle regole imposte da Bruxelles, sono delle regole di tutti, che ci proteggono, che rafforzano la nostra zona euro e che abbiamo tutti scelto liberamente, quando le rispettiamo tutti, ci rafforzano tutti, davanti alla Cina, davanti agli Stati Uniti. Quando ognuno fa ciò che vuole, questo indebolisce tutti”. Poi il ministro francese ha concluso: “La zona euro oggi non sarebbe in grado di affrontare in buone condizioni una nuova crisi finanziaria di grandi dimensioni o una crisi economica. Dunque il futuro, gli anni a venire, i prossimi mesi, devono essere consacrati al rafforzamento della zona euro”.

Anche dalla Germania è arrivata una critica al governo italiano. A esternarla è stato Markus Ferber, europarlamentare tedesco della Csu e membro della commissione Affari economici e monetari. Che, in una intervista al Corriere della Sera, ha dichiarato: “Sono molto deluso dalla risposta italiana, nessun politico può andare contro il mercato perché lo spread salirà”. Ferber ha poi avvertito che sul fatto che se il governo non cederà alla Ue “scatterà la procedura d’infrazione”. E “se non lo facesse, Bruxelles perderebbe credibilità”.

Ma non è tutto. Per Feber nella bozza della manovra italiana “ci sono errori tecnici e ipotesi sbagliate sui tassi di crescita, che si scostano dalle stime di tutte le istituzioni internazionali; sulle entrate fiscali; sul numero dei disoccupati. Le riforme sociali previste producono soltanto nuova spesa, non creeranno nuovi posti di lavoro. Il governo deve essere consapevole che le sue decisioni hanno conseguenze anche sugli altri Stati dell’Unione. Roma non può ignorare gli impegni verso i partner europei. Stiamo sorvegliando lo spread tra Btp e Bund, il rendimento dei titoli di Stato italiani è il più alto dell’eurozona, Grecia a parte. La questione è seria”.

Il Giornale.it

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