Partite ufficialmente le trattative. Da qui a Natale dovrà formarsi il nuovo governo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
  • Le proposte di Reggini Auto

  • La Reggenza ha conferito ieri alla Dc il mandato esplorativo per la formazione del nuovo governo. “Io sono fiducioso – ha detto il capogruppo Alessandro Cardelli – inizieremo da subito il dialogo con le forze politiche – tutte tranne Rf – in un confronto che si baserà sulla ricerca di una convergenza sui programmi e sulle cose da fare.
    E’ ufficiale. Ieri alle 13 la Reggenza ha conferito alla Dc, presenti il segretario Gian Carlo Venturini, il presidente Luca Beccari e il capogruppo Alessandro Cardelli, il mandato esplorativo per formare il nuovo governo. Partiranno così oggi gli incontri con le altre forze politiche, tutte tranne Rf, per un ragionamento ampio sul governo che dovrà trovare compimento entro 15 giorni al massimo, il tempo previsto dalla nuova legge elettorale per la formazione di una maggioranza.
    Il periodo è delicato e richiede responsabilità. Non resta dunque che attendere gli esiti del confronto, tutti gli occhi sono puntati sulla Dc e sulla sua capacità di dialogare e trovare punti di incontro con le altre forze politiche. “Io sono fiducioso – ha detto il capogruppo Alessandro Cardelli – inizieremo da subito il dialogo con le forze politiche – tutte tranne Rf – in un confronto che si baserà sul- la ricerca di una convergenza sui programmi e sulle cose da fare”.
    Il tempo a disposizione della Dc sono i 15 giorni del mandato esplorativo che ‘scadono’ a Natale. Nel caso in cui il primo partito dovesse fallire la Reggenza conferirebbe lo stesso mandato alla seconda forza che a sua volta dovrebbe formare un governo. Se anche questo tentativo andasse a vuoto gli elettori sarebbero nuovamente chiamati alle urne per il ballottaggio. Tappa che la scorsa volta con un premio di maggioranza molto alto aveva decretato la vittoria di una coalizione scarsamente rappresentativa nel Paese con tutto quel che ne è conseguito.
    La nuova legge elettorale ridimensiona il premio di maggioranza che da 35 passa a 32.