“Il centrosinistra non c’e’ piu'”. Il Pd di Riccione, segretario Enrico Angelini in testa, formalizza la propria intenzione di presentarsi dimissionario alla prossima direzione provinciale dopo l’esito delle politiche. In vista della riunione dei segretari territoriali dell’Emilia-Romagna domani a Bologna per affrontare i prossimi congressi, e’ un bel segnale anche per il segretario provinciale Emma Petitti, neo eletta alla Camera.
La segreteria di Riccione ieri ha fatto il punto sul boom del Movimento 5 Stelle, oggi primo partito in provincia, e sul collegato declino del Pd: “Il dato in provincia di Rimini e a Riccione e’ imponente. Si sconta qui, piu’ che altrove, la mancanza di un forte riformismo che non ha fatto i conti a dovere con un modello di sviluppo passato che ha terminato la benzina e una nuova impostazione che stenta a imporsi, anche culturalmente.
Il tutto, in un territorio aperto e con una forte propensione a tentare nuove strade, anche politiche”, riporta in una nota la segreteria riccionese. L’elenco dei temi che “aggiungono incertezze e non esprimono un’idea di guida chiara”, sostiene l’organo guidato da Angelini anche in vita del voto amministrativo in citta’ nel 2014, “e’ lungo e noto: dalla questione aeroporto sul piatto in questi giorni al tema della gestione dei due palacongressi, dal Trc e la sua sostenibilita’ al tema della spiaggia e le sue sfaccettature (piani spiaggia, fogne e balneazione, concessioni), dalla viabilita’ provinciale alla gestione delle aree produttive”
Posto che “Riccione non e’ immune dal trend provinciale e lo ricalca alla perfezione”, Riccione constata che “il Pd non e’ un partito che si e’ liquefatto come molti altri protagonisti della vita politica” e che il “Movimento 5 Stelle non e’ un protagonista definitivamente alternativo come la destra”. Ma “il centrosinistra invece, per come l’abbiamo conosciuto, semplicemente non c’e’ piu'”, continuano i riccionesi che definiscono “il centrodestra, almeno in questa provincia, un fenomeno marginale”.
Alla luce di tutto, “la segreteria del Pd si presentera’ dimissionaria ai prossimi appuntamenti istituzionali per- e’ la sottolineatura- permettere al partito di esprimersi nel modo piu’ aperto possibile e cominciare un percorso di rinnovamento necessario che dovra’ passare, obbligatoriamente per la portata delle decisioni da prendere, per una fase congressuale. Il segretario, ovviamente, fara’ lo stesso passo non appena saranno condivisi i percorsi per dare un nuovo assetto di guida al Pd”.











