• Screenshot
  • Peccato che i dati dicano altro! … di Gianni Toffali

    Lunedì 25 novembre 2024, si è celebrata la cosiddetta giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Media e scuole pubbliche hanno lavorato sinergicamente per far ingurgitare all’opinione pubblica la leggenda metropolitana più clamorosa della storia umana: la donna è buona, dolce, democratica, mentre l’uomo è cattivo, perfido e aggressivo.  Fake di prim’ordine partorito da ideologie femministe ed anti patriarcato non suffragate da nessun testo antropologico, psichiatrico, giuridico, religioso o semplicemente di cronaca. Nei tempi del femminismo radicale, non a caso ammanicato con la neo ideologia woke della cancellazione culturale, la balla cosmica del femminicidio ha fatto capillarmente capolino nelle istituzioni scolastiche e in qualunque organo di informazione. Inequivocabile segno che dietro la coercizione al pensiero unico, si occultano lobby e poteri forti provvisti di poteri e capitali immensi. La narrativa mainstream, veicola la convinzione che qualunque fatto di cronaca che implica atti di violenza nei confronti di una donna, venga etichettato come femminicidio. Peccato che, i dati dicano altro. In Italia, le donne assassinate ogni anno sono circa 130, gli uomini, 400. Gli uomini che si tolgono la vita, 3200, le donne, 800. Il suicidio è doppio nelle donne sole. L’unica reale forma di femminicidio viene praticato mediante l’aborto selettivo! I dati forniti dalla Sanità dimostrano che la maggioranza degli aborti concernono le bambine in quanto tali, come avviene soprattutto in Cina e in India. Pratica orrifica che con l’aumento dell’immigrazione, ha luogo anche nella “civile” Italia, nell’indifferenza dell’autorità giudiziaria. La verità è che in una società atomizzata e asessuata in cui il materialismo pratico ha distrutto quasi del tutto ogni forma di legittima credenza collettiva (come appunto il patriarcato) il potere economico rimane l’unica forma di potere assoluto reale. Questo potere tecnico mercantile non ha alcun bisogno di riconoscere autorità o comunità organiche di nessun tipo, nemmeno la famiglia. Viviamo la civiltà zero dell’atomismo assoluto, ma il 25 novembre, l’ignaro popolino (incluso taluni maschietti) , è convinto di omaggiare l’altra metà del cielo.

    Gianni Toffali

    Gianni Toffali