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  • Pecoroni… sì ma non per caso. L’editoriale di RepubblicaSM

    Occorre tornare ad avere della politica l’idea più alta che ci sia lasciandosi magari ispirare dall’intelligenza di chi la inventò. Anche se siamo forse diventati troppo pigri per riandare con la mente a quelle origini.

    E fa comodo abbassare il livello fono a spargere intorno a noi solo sciatteria. Ricordiamoci almeno di Kava s che riteneva che i pensieri dovessero restare sempre e comunque alti. Se ce ne fossimo ricordati in tempo forse il Segretario Zafferani avrebbe scelto un linguaggio un po’ diverso per apostrofare alcuni suoi concittadini e non si sarebbe spinto a chiamarli ‘pecoroni’.

    Termine che a dire dello stesso Zafferani non sarebbe stato scelto a caso “Non ho dato dei pecoroni a caso – ha detto nella trasmissione ‘Palazzo Pubblico’ in onda su Rtv rispondendo a una domanda del capogruppo di Rete Gian Matteo Zeppa – e non considero quel termine offensivo, comunque in futuro adotterò un altro linguaggio”

    Su una cosa ha certamente ragione il segretario Zafferani, non basta rivolgere una parola offensiva al proprio interlocutore perché immediatamente questo si offenda, egli per offendersi deve essere disposto ad incassare l’offesa. Se c’è una cosa che i sammarinesi in questi due anni hanno capito è che il fango che è stato gettato nei confronti di qualcuno è servito a imbiancare gli occhi della gente per portare avanti non ‘candidi’ interessi.

    Si è cominciato con un eroe che Pirandello avrebbe definito mascariato, con quel Savorelli che affermava di essere salito sul Titano come uno sceriffo chiamato a far rispettare la legge. E suoi epigoni stanno oggi continuando il suo ‘duro’ e aggiungiamo noi molto sporco lavoro. In questo far west vale tutto anche l’improvvisarsi finti giudici pur di far apparire meno reale quanto affermato nell’ordinanza di un commissario della Legge nel suo lavoro all’interno di un vero Tribunale.

    Riusciranno i nostri eroi a far credere ai ‘pecoroni’ di turno che le cose stanno come dicono loro?

    Credit: La RepubblicaSM

    Creditphoto: Il Post