Apprendiamo dalla stampa del trasferimento nel carcere della Repubblica di San Marino di James, condannato in via definitiva per reati di pedofilia, dopo soli quattro mesi di detenzione. Questa è una decisione che riteniamo moralmente grave, sbagliata e offensiva nei confronti della cittadinanza e, soprattutto, dei minori che lo Stato dovrebbe proteggere. Questa scelta rafforza una percezione ormai diffusa tra i cittadini: che scontare una condanna a San Marino possa risultare più favorevole e che, di fronte a reati di estrema gravità, il rigore venga sacrificato. Il messaggio che ne deriva è devastante. Non solo mina la fiducia nelle istituzioni, ma alimenta la sensazione che la tutela dei bambini non sia una priorità assoluta. Ancora più inaccettabile è il grave silenzio che continua a circondare l’intera gestione della vicenda. Le evidenti mancanze di trasparenza non hanno prodotto alcuna assunzione di responsabilità, alcun chiarimento pubblico, alcuna conseguenza concreta. Questo immobilismo è parte del problema. Ci chiediamo fino a che punto si intenda spingersi. Qual è il limite che non può essere superato? Quali garanzie reali vengono offerte oggi ai cittadini affinché non accada mai più che una persona condannata per reati sessuali possa trovarsi, direttamente o indirettamente, a contatto con minori? Le promesse fatte pubblicamente e le istanze d’Arengo presentate lo scorso 5 ottobre non possono restare lettera morta. Ogni rinvio, ogni ambiguità, ogni silenzio pesa sulle spalle dei più vulnerabili. Come Gruppo Genitori affermiamo con fermezza che la sicurezza dei bambini non è negoziabile. Su questi temi non possono esserci scorciatoie, zone grigie o decisioni che appaiono come concessioni. Pretendiamo rapide risposte, responsabilità chiare e scelte che mettano finalmente al centro la tutela dei minori, non la convenienza del sistema.
Comunicato stampa – Gruppo Genitori Sammarinesi











