Aveva già scontato, comportandosi come un detenuto modello e scrivendo libri di poesia, la pena di 7 anni per una condanna definitiva inflitta nel 2008 dopo l’accertamento degli stessi abusi su altri minori. E il 3 maggio scorso era stato di nuovo arrestato per violenza sessuale e corruzione di minorenne ai danni di due bambine di 9 e 5 anni e tentata violenza nei confronti di una ragazzina di 15. Ma ieri un 45enne sposato è tornato per l’ennesima volta in carcere, dopo che le indagini coordinate dalla Procura della capitale hanno portato alla luce un altro caso, risalente a due anni fa, quando l’uomo era stato da poco scarcerato: con una scusa sarebbe riuscito ad allontanarsi da solo con una bambina di 10 anni durante una festa parrocchiale, inducendola sempre con l’inganno a seguirlo in una stanza dove poi ha attuato il suo piano.
Secondo gli inquirenti, le modalità di approccio del pedofilo anche questa volta si sono dimostrate «particolarmente subdole e pericolose». Nell’ultimo episodio scoperto, infatti, aveva allestito fuori della chiesa uno stand di erboristeria e profumi. «Posso prepararti una pozione per farti dimagrire, ma perché funzioni bisogna fare un rituale», avrebbe detto alla piccola per incoraggiarla.
L’arrestato viene descritto come un predatore abile nello scegliere accuratamente le sue vittime, approfittando della loro fragilità per mettere in atto una vera e propria strategia di persuasione. Dall’analisi comportamentale risulta che le ‘prede’ venivano psicologicamente soggiogate, così da essere costrette a subire gli abusi sessuali e poi a mantenere il segreto.
Poco più di tre settimane fa, l’uomo era già finito nei guai per quanto accaduto nel teatro di una parrocchia nella periferia sud. Secondo le indagini, in quell’occasione aveva abusato di una bambina di 9 anni con la scusa di selezionarla per lo spettacolo della festa della canonica. E per questo gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Casilino avevano eseguito nei suoi confronti la misura cautelare in carcere. Gli investigatori avevano già verificato che agiva sempre nello stesso modo: a seconda delle circostanze, si spacciava per un fisioterapista o un insegnante di ginnastica artistica o un semplice docente che dava ripetizioni. E anche in quel caso aveva avvicinato la bimba più grande assieme alla sorellina, presentandosi al padre delle due come un affidabile «addetto ai lavori».
Con la scusa di volerle selezionare per lo spettacolo che si sarebbe tenuto durante la festa (di cui però il parroco si è detto all’oscuro), aveva invitato il genitore in parrocchia e portato poi le bambine nel teatro annesso alla struttura. «Sto facendo dei provini, possono diventare ginnaste professioniste», avrebbe detto per vincere le resistenze. Il Resto del Carlino