Leggiamo dagli articoli di giornale del 29 gennaio 2019, ai tempi della prima CRICCA ”
”E’ una decisione di appello pesante quella con la quale il giudice David Brunelli ha disposto la revoca della custodia cautelare ai domiciliari emessa a carico dell’ex Amministratore Delegato di BancaCis, Daniele Guidi . In sostanza il giudice, oltre a rilevare carenza o inesistenza dei presupposti che avrebbero dovuto giustificare la misura cautelare, nel valutare il fumus dei reati contestati, entra anche nel merito delle imputazioni, escludendo, allo stato degli atti, che ci sia un quadro probatorio tale da ritenere ragionevolmente che in futuro l’indagato possa essere condannato per qualcuno degli addebiti che gli vengono mossi.
A due anni dall’apertura delle indagini, cioè, il giudice delle Appellazioni afferma che non ci sono ad oggi elementi tali da ritenere che in futuro si possa addivenire ad una eventuale condanna. Questa in sostanza la conclusione del giudice Brunelli.”
Leggiamo l’articolo di Rtv, che potrebbe violare il segreto istruttorio pubblicando il testo di un atto sotto tale segreto. Ecco cosa scrive: ”
L’ordinanza del 27 febbraio con cui il giudice d’Appello David Brunelli ha disposto l’immediata scarcerazione dei coniugi Andrea Del Vecchio e Marina Manduchi ridimensiona il cosiddetto “piano parallelo” contestato dagli inquirenti. Il provvedimento esclude infatti la gravità indiziaria, presupposto necessario per l’applicazione della misura cautelare. Nella stessa ordinanza viene annullato anche l’ordine di arresto nei confronti del magnate bulgaro Assen Christov.
Secondo il giudice Brunelli, gli atti compiuti o ipotizzati nell’ambito del piano parallelo non integrano i gravissimi reati di attentato alla libertà perpetua e minaccia all’autorità. Dall’analisi del materiale investigativo – costituito in gran parte da intercettazioni telefoniche e ambientali – emergerebbero piuttosto intenzioni e propositi “deplorevoli e sconsiderati”, accompagnati da toni enfatici, esagerazioni e vanterie nelle conversazioni tra gli indagati, ma privi di concreta attuazione. Anche le minacce rivolte all’incolumità degli inquirenti, rileva l’ordinanza, non si sono mai tradotte in azioni reali. Il cosiddetto “piano parallelo”, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe dovuto favorire l’archiviazione del procedimento per riciclaggio, corruzione privata e amministrazione infedele, ottenere la restituzione dei 15 milioni di euro sequestrati e riaprire la strada al tentativo di acquisizione di Bsm.”
Poi Guidi fu condannato ad oltre 11 anni di carcere e si portò via una bella fetta dei nostri fondi pensione.
Stesso giudice, Brunelli, e stessa motivazione (o simile): inesistenza di fatti penali.











