Pesaro. Chiusi in ascensore i passeggeri urlano: “Qui i guasti sono troppo frequenti”

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Dovete partire in treno da Pesaro? Se siete in buone condizioni fisiche non abbiate paura ad andare in stazione. Se invece siete claudicanti girate al largo, puntando su Fano oppure direttamente su Rimini. Dove gli ascensori per salire e scendere dai binari funzionano. Quello centrale di Pesaro invece non ne vuol sapere. Su sette giorni, va in tilt almeno per quattro giorni. Non si apre, o si ferma, o funziona ogni tanto. C’è da impazzire quando i viaggiatori con qualche disabilità o semplicemente delle persone anziane con valigie pesanti cercano di scalare i gradini per arrivare ai binari. Molti prendono l’ascensore centrale, che serve il secondo e terzo binario, ma si ritrovano bloccati. Come è accaduto ieri mattina alle 6.38 con due viaggiatori sigillati all’interno della cabina, terrorizzati per l’arrivo imminente del Freccia rossa che doveva portarli al nord. Vedendo che le porte non si aprivano, hanno cominciato ad urlare, a battere i pugni, richiamando l’attenzione di altri viaggiatori i quali hanno chiamato il personale di servizio. La corsa di Antonio, un assistente pagato da ferrovie, ha permesso di liberare con la chiave i due passeggeri consentendogli di non perdere il treno.

Ma se l’assistente non parla (dipendente di una cooperativa che gestisce anche il bagno) alcuni passeggeri abituali spiegano: «E’ come se ci fosse una maledizione. Non c’è modo di far funzionare quell’ascensore centrale che si ferma un giorno sì e un giorno no. Abbiamo visto spesso l’assistente caricare a spalla dei disabili per farli arrivare ai binari. Come è possibile che un ascensore non funzioni mai?»

Alla stazione di Pesaro ci sono in questo momento i lavori di adeguamento dei marciapiedi alle porte dei nuovi treni. Va innalzato di 20 centimetri circa. Per questo, l’accesso principale della stazione per i binari è bloccato. Si deve passare dall’ingresso dei taxi, incanalandosi poi nel tunnel per raggiungere i binari. La ditta di Caivano (Napoli) stava lavorando anche ieri mattina perché hanno il compito di finire il prima possibile. Accanto al cantiere c’è però il servizio bagni, che è a pagamento. Una dipendente della cooperativa, che ogni mattina arriva da Pescara per lavorare ai bagni della stazione, assicura la pulizia degli ambienti e l’incasso per chi li utilizza: «La gente paga volentieri il costo dovuto perché trova finalmente un ambiente pulito e sano. Qui, quando siamo arrivati, c’era pure un barbiere abusivo che tagliava i capelli alla gente». Nel frattempo, signore, giovani, ragazzi, entrano in bagno e all’uscita pagano un euro a testa. «C’è chi ogni tanto qualcuno sbuffa ma capisce che è il servizio è migliorato». Il personale della cooperativa ha un giacca gialla e un cartellino col nome e la foto all’occhiello. Il cantiere sembra essere a buon punto. Alle biglietterie anche ieri mattina c’era una lunga fila di persone. Un solo sportello aperto e molta gente con le idee non chiare su cosa prendere e con quali costi per arrivare a destinazione. I biglietti si possono comprare in un attimo anche all’edicola accanto, ma per molti utenti non è solo una questione di biglietti. Vogliono parlare, sapere tutto sul tragitto migliore. Insomma, meglio la fila che la velocità. Il Resto del Carlino

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