Pesaro. Infortuni sul lavoro, tragedie in rosa. Un terzo del totale riguarda le donne

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Sono in aumento gli incidenti sul lavoro che si possono ricondurre alle donne lavoratrici, così come le malattie professionali in cui si affacciano violenze psicologiche di genere come stalking e mobbing. Lo rivelano i dati Inail forniti dall’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi del Lavoro (Anmil) di Pesaro e Urbino in occasione della Festa della Donna. Nell’anno 2016, a livello provinciale, gli infortuni «in rosa» sono circa un terzo del totale degli incidenti: 2.025 i casi denunciati su un totale di 6.071 (398 malattie professionali e 1627 incidenti), contro i 1.817 su un totale di 5.869 (290 malattie professionali e 1.527 infortuni) registrati nel 2015.

In crescita anche gli infortuni mortali: sulla base di un’elaborazione dell’Anmil, nel 2015 i casi mortali che hanno coinvolto lavoratrici sono stati 3 (sui 10 totali), in netto aumento rispetto al 2014 quando non si erano registrati incidenti di questa gravità tra le donne. «Rispetto, prevenzione ed impegno quotidiano da parte di istituzioni e datori di lavoro sono le manifestazioni più efficaci e tangibili per tutelare la donna lavoratrice.– afferma il presidente provinciale Anmil, Fausto Luzi – Donna che è spessissimo anche moglie e mamma».

L’infortunio sul lavoro al femminile rappresenta infatti un vero e proprio dramma nel dramma che descrive donne menomate nella capacità lavorativa ma, soprattutto, nell’impossibilità di rispondere alle esigenze degli affetti e alla conduzione della casa. «Troppo spesso – rilancia Luzi – si assiste a tragedie sul lavoro che sarebbe stato possibile evitare con semplici e obbligatorie misure di prevenzione. Il mio appello va, in primis, alle istituzioni e ai datori di lavoro. Ma ai lavoratori, in particolare alle lavoratrici vista la concomitanza con la Festa dell’8 marzo, dico di non rinunciare mai alla sicurezza, di pretenderla ed, eventualmente, di denunciare le carenze. So bene che il lavoratore è l’anello più debole della catena, ma piegarsi alla logica bieca e indegna ‘se ti sta bene è così, altrimenti quella è la porta’ è pericolosissimo».

La questione è, prima di tutto, culturale ed è anche per questo che l’Anmil provinciale, di concerto con la direzione nazionale, ha promosso il concorso nazionale di poesia «Lavoro insicuro: riflessi negli sguardi delle donne», indetto per diffondere i valori della sicurezza sul lavoro e della tutela delle donne infortunate o vedove di caduti sul lavoro. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.anmil.it. Il Resto del Carlino

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