Da creditore a presunto stalker. Ma, in questo caso, gelosia e ossessione non c’entrano nulla. Tutto nasce per un divano in pelle. Quello che una coppia di aspiranti compratori non ha mai ritirato e tantomeno pagato. Nonostante i ripetuti inviti del negoziante che, dalle parole sarebbe passato agli insulti, fino a brandire una mazza da baseball per vedere soddisfatto il suo credito. Un’escalation di insistenze sfociate, per la procura della Repubblica, in persecuzioni che i clienti, due coniugi di Gallo di Petriano, hanno denunciato alle forze dell’ordine. E per le quali è stato chiamato a rispondere dell’accusa un commerciante di salotti del posto. Ieri però il processo contro il commerciante è sfumato sulla linea del via. Le due presunte vittime hanno deciso di ritirare la querela, cancellando così il reato. Il giudice Stefano Marinelli ha pronunciato sentenza di non doversi procedere.
E per l’imputato, difeso dall’avvocato Chiara Cecchini, il caso si è chiuso nel migliore dei modi. Il fatto risale ad un paio di anni fa. Secondo le varie denunce, ben quattro, presentate dalla coppia (lei dipendente comunale, lui rivenditore di medicinali), i due si sarebbero presentati un giorno nel negozio per dare un’occhiata a qualche divano. Ma senza intenzione di acquistarlo in quel momento. Poi, però, a loro dire, il commerciante gli avrebbe messo in ordine il divano come se fosse stato venduto.
Opposta la versione dell’accusato, che ha affermato in sede di indagine di aver ricevuto l’ordine di acquisto ma da quel giorno i clienti non si sono più ripresentati in negozio. E il commerciante avrebbe cominciato a pretendere il suo credito. Certo è che, ogni volta che i tre si incontravano, erano scintille. E puntuali i coniugi andavano a denunciare il tutto ai carabinieri. In un’occasione, sempre secondo la querela, il cliente avrebbe chiesto aiuto a un passante. In un’altra dice che il commerciante li avrebbe seguiti con la macchina, invitandoli a fermarsi con tono minaccioso. Fino a tirare fuori, in un ennesimo confronto, la mazza da baseball. I tre vengono convocati alla stazione dei carabinieri. E di fronte alle divise, il negoziante sbotta, protesta per quei soldi che dice gli sarebbero spettati e rivendica di essere lui la vittima e non i due coniugi. E proprio la coppia avrebbe dovuto parlare all’udienza di ieri mattina. Dove invece hanno fatto dietrofront per probabili motivi di salute.
Al Pm Danilo Rabini la moglie ha detto di non avere più forza e di voler farla finita col processo. E così è stato. Il Resto del Carlino