Pesaro. “Si è lanciato con la bici contro di me”. Moglie accusa, marito finisce in carcere

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Si sono querelati a vicenda per maltrattamenti in famiglia. Con certificati medici al seguito. Un 47enne, slavo, residente a Pesaro da molti anni, è stato rinchiuso in carcere su provvedimento del gip che ha avallato la richiesta della procura. L’ultima accusa nei confronti dell’uomo riguarda un agguato in bicicletta: la moglie di 31 anni ha detto di esser stata affiancata giorni fa dal marito in bici mentre lei camminava e di esser stata «arrotata» ad una gamba. Lei, stanca di subire, è andata dritta in questura e poi in ospedale.

Le botte e le offese sarebbero cominciate secondo la donna fin dall’anno del matrimonio, nel 2005, per poi continuare per tutto questo tempo. E qualche giorno fa, dopo l’urto con la «bicicletta», la 31enne si è rivolta al centro antiviolenza della Provincia per chiedere aiuto o consiglio. Tanto che le operatrici hanno chiesto se volesse andare subito in una struttura protetta. La donna, anche lei slava, ha detto di no preferendo rimanere in casa con i due figli minori perché convinta di trovare un accordo col marito. Il quale nel frattempo si era rivolto ad un avvocato per avviare le pratiche di separazione. Che si sono interrotte però con la decisione della procura di chiedere e ottenere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Che, due giorni fa, è stata eseguita dalla Squadra mobile. L’interrogatorio di garanzia è previsto per domani. L’uomo è finito in carcere per due motivi: il pericolo di reiterazione dei reati e di inquinamento delle prove.

In questa vicenda la coppia non nega che ci siano state botte reciproche. Le certificazioni mediche lo testimoniano. Ma dice l’avvocato Carlo Scalpelli, che tutela il 47enne appena arrestato: «Avremo modo nell’interrogatorio di garanzia previsto per il 9 marzo di poter rispondere a tutte le domande del gip ma da legale posso dire che la misura cautelare in carcere è stata sconcertante. Metteremo in evidenza il comportamente del mio assistito che pensa esclusivamente al benessere dei due figli minorenni. Vorrebbe tenerli al riparo dalle trame di una separazione che lui stesso aveva chiesto fin da metà febbraio».

Le indagini sono state svolte dalla Squadra mobile che partendo dalle denunce della donna ha ricostruito i fatti. Testimoni del dramma familiare, i due bambini minori nati a Pesaro. Il Resto del Carlino

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