Pier Carlo Padoan al Festival dell’Economia di Trento: “L’Europa decelera, l’Italia accelera”

padoan1La flessibilità è prevista dalle regole del Patto di stabilità e non si tocca. Chi vuole rimetterla in discussione non ha capito che la ricetta a base di rigore, austerità e rispetto di parametri si è rivelata sbagliata perché non è servita a superare la crisi. Questo, in sintesi, l’altolà lanciato oggi all’unisono al presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, dalla squadra del Pd all’Europarlamento. Un tema, quello della flessibilità, su cui è intervenuto pure il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, il quale, con una battuta, ha invitato ad andare oltre iniziando “a parlare di produttività”. Anche perché “la crescita c’è” e mentre “l’Europa decelera, l’Italia accelera”. Padoan ha poi invitato la Germania a condividere i rischi dell’unione economica e monetaria, altrimenti “con euro perdiamo tempo”.

Le osservazioni di Dijsselbloem sui rischi connessi a un eccessivo e non omogeneo ricorso alla flessibilità erano già state oggetto ieri di una piccata replica da parte della Commissione europea, l’istituzione guidata da Jean Claude Juncker a cui spetta in prima battuta l’applicazione del Patto. Ma oggi le truppe europee di Renzi hanno sentito comunque il bisogno di scendere in campo al fianco di Juncker e a sostegno di quella flessibilità guadagnata a costo di un lavoro durissimo e ferrei impegni assunti dal governo sul fronte delle riforme.

A dare voce alla reazione di Roma sono stati in tanti. Il presidente del gruppo dei socialisti e democratici, Gianni Pittella, ha bollato come “del tutto fuori luogo” le parole di Dijsselbloem. “Nella valutazione dei bilanci nazionali la Commissione e Juncker – ha aggiunto – hanno interpretato con rigore le regole di bilancio evitando però di uccidere la ripresa in corso. Per noi Socialisti e Democratici europei la flessibilità é una conquista irrinunciabile. Nessuno riporterà le lancette indietro”.
Per la capodelegazione Pd all’Europarlamento, Patrizia Toia, Dijsselbloem sbaglia e “sarebbe divertente, se non fosse dannoso!. È rimasto l’unico a credere che il rigore dei conti e l’ossessivo rispetto dei parametri siano la giusta ricetta”. Il presidente della commissione economica del Pe, Roberto Gualtieri, ha rincarato la dose rilevando come sia “davvero curioso che Dijsselbloem parli di perdita di credibilità della Commissione per aver applicato la flessibilità prevista dalle regole del Patto di Stabilità. Al contrario, sono state proprio la rigida e parziale applicazione di quelle regole da parte della Commissione Barroso e la gravissima recessione che ne è seguita ad aver minato seriamente la credibilità del Patto”.

Il vicepresidente del Pe David Sassoli ha sottolineato che “il tempo dell’austerità è finito”, Simona Bonafè ha definito “inutili e dannose le parole del presidente dell’Eurogruppo, Isabella De Monte e Nicola Danti hanno evidenziato che “l’Europa non ha bisogno di ragionieri ma di politica” e Pina Picierno ha detto che “chi attacca oggi Juncker sta minando la tenutav stessa dell’Europa”. Ma a scendere in campo sono stati anche i socialisti francesi. Su Twitter la capodelegazione al Pe, Pervenche Beres, è stata lapidaria. Dijsselbloem, “non è Muhammad Ali: se si promuovono le regole del Patto di stabilità bisogna applicarle tutte, inclusa la flessibilità”.

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