Più pensioni che buste paga. Ora è allarme per gli stipendi

Piu pensioni che stipendi. Più assistenza che lavoro. E 280 miliardi di fatturato bruciato nei primi sei mesi dell’anno. È l’Italia uscita dal lockdown così come fotografata dai dati della Cgia di Mestre e dei commercialisti italiani. A maggio il Paese con i motori fermi ha spento anche l’occupazione: 22,78 milioni di assegni pensionistici erogati contro 22,77 milioni di stipendi, il totale dei lavoratori registrati a maggio.

«Il sorpasso è avvenuto in questi ultimi mesi – secondo l’ufficio studi – Dopo l’esplosione del Covid, infatti, è seguito un calo dei lavoratori attivi. Con più pensioni che impiegati, operai e autonomi, in futuro non sarà facile garantire la sostenibilità della spesa previdenziale che attualmente supera i 293 miliardi di euro all’anno, pari al 16,6 per cento del Pil. Con culle vuote e un’età media della popolazione sempre più elevata, nei prossimi decenni avremo una società meno innovativa, meno dinamica e con un livello e una qualità dei consumi interni in costante diminuzione». Tutte le otto regioni del Sud hanno un numero di pensioni superiore a quello degli occupati. Al Nord invece la Liguria è l’unica con saldo negativo e il Friuli Venezia Giulia che va a pari. Ma si tratta di sorpasso fortemente simbolico per un Paese col Pil già previsto in caduta al -9,5 per cento. L’azzurra Maria Stella Gelmini attacca: «È a rischio la tenuta del sistema pensionistico e complessivamente del welfare state: solo una vera ripartenza economica, solo lo sviluppo delle imprese, eviterà il tracollo, anche se il governo non pare averlo compreso. Chi l’ha capito benissimo invece è il M5S: quello che non hanno saputo realizzare i suoi ministri, lo sta facendo il Covid, con la complicità dell’inconcludenza dell’esecutivo. La decrescita felice, la fine del lavoro: era il sogno di Beppe Grillo e rischia di diventare l’incubo degli italiani».

E poi ci sono le imprese. Con i fatturati che precipitano al -19,7% nei primi sei mesi dell’anno. Tradotto in numeri si sono persi 280 miliardi di euro secondo le stime del Consiglio Nazionali dei Commercialisti che ha misurato l’impatto della pandemia e del lockdown su 830mila società che fatturano complessivamente 2,7 miliardi di euro. Si tratta dell’89% di tutte le imprese e dell’85% circa di tutti gli operatori economici. Solo ad aprile, in pieno lockdown, la perdita è stata di 93 miliardi di euro (-39,1%). Il fatturato delle società nei settori chiusi per decreto è stato pari a 41,2% per l’industria e 43,9% per il commercio. «Sono cifre impressionanti che non possono non destare enorme preoccupazione per il destino delle imprese italiane – dice il presidente Massimo Miani – è urgente intervenire per spingere la ripresa, sia con interventi di alleggerimento della pressione finanziaria sulle imprese, sia con interventi che rafforzino il clima di sicurezza generale. Non ci sembra appropriato l’eventuale intervento sull’Iva, oneroso per il bilancio pubblico ma molto poco stimolante per la ripresa di consumi e investimenti, mentre molto importanti appaiono gli interventi di stimolazione produttiva come l’ecobonus al 110%, a patto però che vengano lanciati velocemente in un quadro regolatorio il più chiaro e trasparente possibile».


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  • Cervia. V anniversario dell’entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) Il 22 gennaio 2026 ricorre il V anniversario dell’entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), attualmente ratificato da 95 Paesi, ma non dall’Italia, e ottenuto grazie all’azione della società civile internazionale guidata dalla Campagna ICAN (Premio Nobel per la Pace 2017). Per celebrare questo storico traguardo, il Comune di Cervia ha organizzato diverse iniziative aperte a bambini e adulti: Dal 19 al 31 gennaio Vetrina di letture con una serie di libri su disarmo, pace e diritti umani – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 19 gennaio ore 16.45 Armiamoci – pomeriggio di letture dedicate alla cosa più bella del mondo: l’amore – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 21 gennaio ore 12.30 Peaceful Towns – Città per la Pace – Concorso artistico internazionale. Consegna del riconoscimento di Mayors for Peace – Scuola Primaria A. Manzi, Tagliata. 22 gennaio ore 8.30 Incontro con Yoshiko Kajimoto, volontaria di Mayors for Peace, hibakusha, sopravvissuta al lancio della bomba atomica su Hiroshima del 6 agosto 1945, che racconterà la sua esperienza in collegamento dalla sede dell’Hiroshima Peace Memorial Museum agli alunni della classe V della Scuola Primaria M. Buonarroti di Montaletto. 22 gennaio ore 12.00 Il suono delle campane: le campane del Municipio di Cervia, unite a quelle delle parrocchie, suoneranno a festa per celebrare questa storica giornata. 22 gennaio ore 16.45 Le mille gru di Hiroshima – Laboratorio gratuito di origami per bambini 2–7 anni, a cura di Caterina – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 24 gennaio ore 10.30 Amichevoli pinguini – letture dedicate all’amicizia, non solo tra i ghiacci del Polo, a cura delle Volontarie NpL – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 24 gennaio ore 17.00 Cervia, Hiroshima, Nagasaki – Racconti di viaggio di Bruna Rondoni. Dialogo con l’Assessora alla Pace del Comune di Cervia Michela Brunelli – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. Il Comune di Cervia è Lead City per l’Italia dell’associazione Mayors for Peace, fa parte del Comitato esecutivo di Mayors for Peace European Chapter, sostiene la campagna “Italia, ripensaci” promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica, con la simbolica sottoscrizione del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), e aderisce a ICAN Cities Appeal, l’Appello delle Città a favore del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW). L’Assessora alla Pace Michela Brunelli: “Giovedì 22 gennaio ricorrerà il quinto anniversario dell’entrata in vigore del Trattato ONU sulla Proibizione delle Armi Nucleari TPNW, il primo accordo internazionale giuridicamente vincolante che rende illegali le armi nucleari in ogni loro aspetto (produzione, stoccaggio, utilizzo, minaccia d’uso), con l’obiettivo del loro completo disarmo. Al momento sono 95 gli Stati che hanno firmato il Trattato, che conta attualmente 74 Stati vincolati, avendolo firmato e ratificato. Tale giornata sarà ricordata ovunque nel mondo e anche a Cervia. Da anni l’amministrazione promuove la cultura e l’educazione alla pace, anche in collaborazione con le scuole, organizzando incontri online con la sede dell’Hiroshima Peace Memorial Museum per ascoltare le parole degli hibakusha. La loro voce ricorda che la pace non è un’utopia, ma un compito urgente affidato soprattutto alle nuove generazioni”. Cervia, 17 gennaio 2026