“Precedenti per abusi sessuali su minori”. Chi è l’attentatore senegalese

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Ousseynou Sy dirotta il mezzo, su cui viaggiano 51 bambini, e gli dà fuoco urlando “Lo faccio per i migranti”. Aveva precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale.

“Perché una persona con simili precedenti guidava un pullman per il trasporto di ragazzini?”. Non appena la notizia è arrivata al Viminale, Matteo Salvini si è messo subito al lavoro per “vederci chiaro”.

Perché, quanto successo questa mattina sulla strada provinciale 415 che collega Pantigliate a San Donato Milanese, in provincia di Milano, ha dell’incredibile. Il conducente di un autobus delle autolinee padane, un senegalese con la cittadinanza italiana e una sfilza di precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, ha dirottato il mezzo, sul quale viaggiavano 51 bambini e diversi insegnanti, e infine gli ha dato fuoco (guarda la gallery) minacciando di togliersi la vita.

“Lo faccio per i migranti, basta morti nel Mediterraneo”. Sono riecheggiate queste parole quando Ousseynou Sy, dopo aver legato i giovani con alcune fascette da elettricista, ha iniziato a spargere del combustibile, molto probabilmente benzina, sui sedili e nel corridoio dell’autobus (guarda il video). “Le persone in Africa – ha urlato – muoiono per colpa di Di Maio e Salvini”. Avrebbe dovuto riportare in classe gli studenti della scuola media Vailati di Crema, dopo essere stati in palestra, e invece ha impugnato un coltello e ha dirottato il mezzo puntando dritto verso l’aeroporto di Milano. “Andiamo a Linate – ha detto agli ostaggi – qui non scende più nessuno”. E ancora: “Da qui non esce vivo nessuno”. Le prime telefonate per lanciare l’allarme sono arrivate dai passeggeri che hanno contatto il numero unico 112. “Aiuto – ha urlato uno dei ragazzini – dice che vuole dare fuoco a tutto”. Questa telefonata ha consentito ai carabinieri di intervenire prontamente ed evitare una vera e propria strage.

L’operazione per fermare il sequestratore, che da almeno quindici anni lavora alla società Autoguidovie, è stata difficile e pericolosa. I militari hanno formato un posto di blocco che Ousseynou Sy ha sbalzato speronandolo con estrema violenza (guarda il video). Lo scuolabus ha, quindi, zigzagato in mezzo al traffico della provinciale trascinando per almeno un’ottantina di metri la macchina dei carabinieri. Lui, che ha avuto due figli dalla ex moglie italiana, non si è fatto alcun problema a mettere a rischio le vite della scolaresca. Probabilmente, una volta arrivato a Linate, li avrebbe sacrificati nel suo sanguinario piano di attaccare l’aeroporto. “Ho visto i ragazzini abbracciarsi tra loro e piangere, ho visto le fiamme alte e il fumo denso”, racconta Franco Lucente, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia, che si trovava a pochi metri dall’incendio propro mentre il 47enne aveva appiccato il fuoco nell’autobus. “Uno scenario apocalittico – continua – l’unico sollievo è che gli studenti siano tutti sani e salvi”.

Portato in caserma a San Donato, Ousseynou Sy è indagato per strage e sequestro di persona. Adesso che la tragedia è scampata, agli inquirenti e alla politica toccherà capire come sia possibile che uno scuolabus venisse affidato a uno con precedenti per violenza sessuale sui minori e guida in stato di ebrezza. Anche se i servizi segriti non hanno mai riscontrato tendenze eversive o legami con ambienti terroristici, la sua fedina penale avrebbe comunque dovuto accendere più di un campanello di allarme. “Il Comune di Crema si è schierato pubblicamente contro il decreto Sicurezza, ma la foga a favore dei clandestini gli ha fatto sfuggire i problemi reali”, denunciano i sottosegretari all’Interno, Stefano Candiani e Nicola Molteni, chiedendo ora “un rigoroso accertamento delle responsabilità per un affidamento così gravemente superficiale”.

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