PRO SAN MARINO. Questione doppia cittadinanza: una legge di iniziativa popolare per la sola cittadinanza sammarinese nelle alte cariche

L’approvazione della riforma della cittadinanza da parte del Consiglio Grande e Generale rappresenta una ferita profonda nel tessuto identitario della nostra Repubblica e segna un punto di non ritorno che non possiamo accettare con rassegnata passività. La decisione di eliminare l’obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine per chi ottiene la naturalizzazione non è un semplice atto di ammodernamento burocratico, ma lo smantellamento di un principio cardine che ha garantito per secoli la coesione e l’indipendenza del nostro Stato. San Marino non è un albergo né un insieme di residenti legati da convenienze amministrative, ma una comunità di destino che richiede una fedeltà assoluta e indivisibile.

Il concetto di doppia cittadinanza introduce un elemento di ambiguità che colpisce al cuore la sovranità nazionale. Quando il perimetro dell’identità si dilata fino a comprendere legami giuridici con altri Stati, il rischio che l’interesse di San Marino venga subordinato o mediato con interessi esteri diventa concreto e preoccupante. Questa riforma trasforma la cittadinanza in un bene cumulabile, quasi fosse un titolo collezionabile, ignorando che appartenere a una Repubblica significa anzitutto assumersi l’onere di una scelta di campo esclusiva.

La criticità maggiore emerge tuttavia nel rapporto tra questa nuova apertura e l’esercizio del potere politico. Il Comitato Pro-San Marino solleva un interrogativo fondamentale che la politica ha evitato di affrontare: come può un consigliere o, a maggior ragione, un membro del Congresso di Stato garantire la piena tutela degli interessi sammarinesi se conserva un legame di cittadinanza con un altro Paese?

Il mondo politico è il luogo dove si prendono decisioni vitali, dove si approvano leggi per proteggere il nostro sistema economico e la nostra autonomia, scelte che talvolta possono entrare in rotta di collisione con le strategie di nazioni vicine o distanti. In quei momenti di tensione internazionale o di scelte strategiche, chi siede nelle istituzioni deve avere una sola bussola e una sola bandiera.

Non è una questione di sospetto verso il singolo, ma una fondamentale istanza di opportunità e sicurezza nazionale. È impensabile che chi ha il compito di legiferare e governare la nostra terra possa trovarsi in una condizione di potenziale conflitto di lealtà.

Per questo motivo, il Comitato Pro-San Marino chiama a raccolta la cittadinanza e le forze politiche sensibili alla tutela della nostra storia per costituire un fronte comune. È necessario e urgente promuovere una legge di iniziativa popolare che ristabilisca il principio della cittadinanza unica come requisito imprescindibile per l’accesso alle cariche pubbliche.

Chiunque aspiri a rappresentare il popolo sammarinese in Consiglio o a guidare la Repubblica dal Congresso deve dimostrare, nei fatti e nel diritto, che il suo unico vincolo è verso San Marino.

L’interesse nazionale non ammette deroghe né spartizioni di fedeltà.

Dobbiamo agire ora per evitare che la nostra sovranità si trasformi in una scatola vuota, dove le decisioni vengono prese da chi ha sempre pronta una via d’uscita giuridica verso un altro Stato. La nostra libertà è figlia di una dedizione esclusiva e solo attraverso il ripristino di questo legame indissolubile potremo garantire un futuro sicuro alle prossime generazioni di sammarinesi.

COMITATO PRO-SAN MARINO