PROSEGUE LA POLEMICA DEI BAGNINI CHIUSI A PASQUA

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  •  “Siccome i turisti non si sono lamentati, perché quelli che volevano un lettino l’hanno trovato, anche se faceva freddo – afferma Giorgio Mussoni, presidente di Oasi Confartigianato – io credo che per noi e per tutti é sufficiente questo. Quelli che si sono lamentati, gli albergatori, sono quelli che hanno avuto il 30% di alberghi chiusi. Quelli vanno bene, no? E allora dico, ognuno guardi a casa propria”.
    D’accordo sul migliorare l’aspetto delle paratie di lamiera, che sono brutte a Pasqua come a Natale. Ma l’accusa di colpevoli ritardi non ha senso: chi lavora in spiaggia sa che molti interventi vanno fatti all’ultimo. E per i bagnini riminesi fino a giugno l’attività vera e propria non parte. La stagione fissa è di quattro mesi, con la possibilità di anticipare l’apertura. Se nel nord della Romagna la concessione degli stabilimenti comprende anche ristoranti, locali e altre attività, a Rimini invece è solo per la balneazione: perciò c’è poco interesse ad aprire prima dell’estate.
    L’offerta balneare non é un valore aggiunto, ma il valore della Riviera, rivendicano i bagnini. Perciò sarebbe il caso di fare più attenzione anche allo stato di salute del mare. Che, se oggi era limpido, nei giorni scorsi, racconta Mussoni che lavora sul litorale di Rimini Nord, ha lasciato perplessi molti turisti.
    “Sulla spiaggia di gente ce n’é stata poca perché c’era vento ed era freddo – dice Mussoni – Ma forse sarebbe stato meglio che non ci fosse stato nessuno, perché l’acqua era di un colore marrone-violetto che spaventava molta gente. Il fenomeno al largo non c’è, e quindi non ci si venga a dire che viene dal Po. Io mi auguravo che nessuno vedesse questo fenomeno che sicuramente danneggia molto di più di quanto possono aiutare il Paganello o la Notte Rosa”.
    (Newsrimini.it)