PROSEGUONO I LAVORI CONSIGLIARI

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  • Ultimo atto per la nomina del Presidente di Banca Centrale. Il Governo presenta la candidatura di Biagio Bossone, insieme a quelle di Marco Mularoni e Aldo Simoncini per il Consiglio Direttivo, e Irene Lonfernini alla Presidenza del Collegio Sindacale. La nomina di Bossone mette d’accordo tutti. Il capogruppo del Psd Claudio Felici parla di “scelta ampiamente condivisa. Il suo nome – sottolinea – faceva parte della rosa di nominativi preparata dal precedente Esecutivo. Così si chiude l’incresciosa vicenda della nomina del Presidente di Banca Centrale”. Poi il capogruppo del Psd accusa di reticenza il Segretario di Stato per le Finanze. “Gatti – sottolinea – si è limitato a leggere il gelido contenuto delle disposizioni adottate dal comitato per il credito e le finanze, senza fare alcun tipo di valutazione sul candidato alla Presidenza di Banca Centrale”. “Incresciosa – replica il Segretario del Pdcs Pasquale Valentini – è la situazione che dal gennaio 2008 ci ha visto senza Presidente di Banca Centrale e i motivi per cui quel posto è rimasto vacante. Le ragioni di questa scelta – spiega – sono le stesse adottate anche per il precedente nominativo. Vale a dire un personaggio di prestigio per dare a San Marino un apporto sostanziale nelle relazioni con l’Italia e con il resto d’Europa”. Toni più aspri, tra maggioranza e opposizione questa mattina, per le modifiche alla legge sull’inalienabilità dei terreni di proprietà pubblica. Il progetto approda in commissione non prima che la minoranza, compatta, ne chieda il ritiro. Lo giudica un ritorno al passato, per favorire le speculazioni e svendere i terreni dello Stato. Critica soprattutto il superamento del vincolo dei 2/3 per l’approvazione in Consiglio. “Nessuna deregulation” dice il Governo. Il progetto vuole dare risposte a chi intende sviluppare la propria attività economica e realizzare case con funzione sociale. Per il resto rimangono i meccanismi di controllo e garanzia previsti dalla legge. E, a proposito di ambiente, Tito Masi, di Alleanza Popolare, ha presentato una interpellanza al Governo, lamentando la mancanza di iniziative per dare seguito agli impegni assunti con il primo piano energetico della Repubblica.