La cena di mercoledì è solo il primo assaggio: Alleanza popolare resta ma perde peso, veto su Psrs e Upr.
Ma di un sostegno che il partito di via Ordelaffi potrebbe dare alla maggioranza da subito in cambio di orizzonti ‘interessanti’ da raggiungere l’anno prossimo, magari con una coalizione comune. Dopo la cena di mercoledì scorso fra gli esponenti di Pdcs e Psd, e mentre i democristiani cercano di tranquillizzare Alleanza popolare, che teme di veder ridimensionato il suo peso nei ‘giochi’ di governo, i temi trattati dai protagonisti del ‘banchetto’ saltano fuori: si è parlato di riforma tributaria (come confermato dal presidente di via delle Scalette, Teodoro Lonfernini, al Corriere Romagna), della ricapitalizzazione di Cassa di Risparmio e delle nuove regole sul mercato del Lavoro. Argomenti tecnici che ‘stonano’ con la presenza di esponenti che, di quelle materie, non sono certo degli esperti. Ed ecco che si svela, di conseguenza, il contenuto politico dell’incontro (che il Pdcs stenta ad ammettere). Da quanto trapela c’è in ballo una futura coalizione con cui andare al voto insieme non prima della primavera del 2013 (quindi poco prima del naturale termine della legislatura), dopo che il Patto per San Marino avrà incassato il sostegno del partito di via Ordelaffi sui temi dei quali si è discusso. Fra i quali la preoccupazione più imminente riguarda la riforma tributaria, che tanti scontenti sembra creare nella coalizione di governo. Per il Psd il ‘test’ dovrebbe durare fino ad autunno. Poi, se la fiducia sarà alta e i dettagli dell’affare saranno stati affinati a dovere, non si esclude che alla forza attualmente schierata in minoranza vengano riconosciute delle nomine ‘premio’ (magari la Reggenza). (…) LA TRIBUNA











