PSRS critica riforma Iss

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  • Il Gruppo Consiliare del Partito Socialista Riformista Sammarinese esprime serie perplessità per l’adozione avvenuta in Consiglio Grande e Generale del Decreto Delegato “Atto organizzativo dell’Istituto per la Sicurezza Sociale”. Pur riconfermando la validità della impostazione prevista dalla Legge n. 165 del 30 novembre 2004, il Gruppo Consiliare ritiene che la tempistica e le modalità con cui il suddetto Decreto è stato adottato non siano opportuni, anche in considerazione della situazione di precarietà dei conti pubblici.
    La riorganizzazione, infatti, comporta la nascita di uffici e servizi paralleli a quelli già esistenti, con conseguente sproporzionata crescita del numero dei direttori e dei responsabili, che comporterà un inevitabile aumento dei costi di gestione; tutto ciò peserà ovviamente sul Bilancio dello Stato, già fortemente penalizzato da una incauta politica del debito, che priva di ogni prospettiva di sviluppo economico e di crescita sociale il nostro Paese.
    Per le sopra riportate ragioni, il Gruppo Consiliare Socialista Riformista Sammarinese – prima di procedere all’approvazione consiliare del Decreto Delegato in oggetto – avrebbe ritenuto opportuno approfondire il confronto con lo scopo di addivenire ad una soluzione maggiormente condivisa nell’interesse del miglior funzionamento dell’Istituto per la Sicurezza Sociale. Purtroppo ciò non è stato possibile, nonostante sia doveroso sottolineare la disponibilità a sviluppare un confronto, nel corso della fase applicativa dell’Atto Organizzativo dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, manifestata dal Segretario di Stato alla Sanità in sede di dibattito. Il Gruppo Consiliare Socialista Riformista Sammarinese riconferma il proprio disappunto per l’adozione di un Decreto che favorisce solamente alcuni dipendenti dell’I.S.S. e che potrebbe creare tensioni all’interno dell’Istituto per la Sicurezza Sociale e non solo. Proprio per questo motivo il Gruppo Consiliare del Partito Socialista Riformista Sammarinese ha espresso il proprio voto negativo, ritenendo tale provvedimento contrario agli interessi generali, soprattutto in considerazione delle difficoltà finanziare che sta affrontando San Marino e delle incertezze che purtroppo ruotano attorno al nostro sistema economico.