Quirinale, Berlusconi resta a Milano. Salvini: “Il vertice si farà in settimana”

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  • Nessun vertice, per il momento, a Villa Grande per il centrodestra. Domani, Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sarebbero dovuti recare nella residenza romana di Silvio Berlusconi per un ulteriore confronto con il leader di Forza Italia. Quella era stata indicata come l’occasione in cui Silvio Berlusconi avrebbe sciolto la riserva sulla sua candidatura al Quirinale, così come chiesto dagli altri leader del centrodestra. Invece, Silvio Berlusconi, almeno per ora, non dovrebbe muoversi da Arcore. Fonti interne comunque rassicurano che l’appuntamento non è stato annullato ma, semplicemente, rinviato.

    Il summit nella residenza romana di Silvio Berlusconi, infatti, potrebbe tenersi già nel weekend, anche se le ipotesi in campo sono al momento diverse. C’è chi sostiene che il vertice potrebbe essere convocato direttamente la prossima settimana. Intanto, l’operazione “scoiattolo” non sembra essersi fermata e Vittorio Sgarbi sta continuando il suo giro di telefonate per tastare il terreno in vista del voto.

    I tempi per sciogliere la riserva per il Quirinale da parte di Silvio Berlusconi non sarebbero ancora maturi, sia in un senso che nell’altro. Per questo motivo Silvio Berlusconi avrebbe deciso di rimanere a Milano e di spostare il vertice di qualche giorno, in modo tale da avere più dati a disposizione per prendere la sua decisione. Le quarantene e le positività al Covid potrebbero interferire nella votazione, spostando e togliendo voti. Una riunione a ridosso della votazione a Montecitorio darebbe minori margini di errore nella conta dei voti che il Cavaliere avrebbe a disposizione per salire al Colle.

    Intanto, anche dall’Europa arrivano messaggi di supporto per Silvio Berlusconi. È ancora il segretario generale del Ppe, Antonio Lopez, a sostenere la candidatura al Quirinale da parte di Silvio Berlusconi. Raggiunto dai microfoni di Rete4, Lopez è stato interrogato sull’adeguatezza del Cavaliere a ricoprire il ruolo di presendente della Repubblica e la sua risposta non ha avuto esitazioni: “In materia di politica estera, come persona di dialogo, in un momento difficile come questo, ma anche per quanto riguarda la possibilità di unire il centrodestra, certamente sì“.


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