La crescente presenza del lupo nel territorio ravennate, con una stima di circa trenta esemplari, innesca la polemica politica e l’allarme tra i cittadini. Una serie di predazioni, tra cui una razzia di 200 galline, ha portato il dibattito sui banchi del Consiglio comunale nella seduta di ieri, dove si sono scontrate la linea della “convivenza” proposta dall’amministrazione e le accuse di immobilismo da parte dell’opposizione.
Raid nei pollai e avvistamenti
L’elenco degli episodi si allunga: da Roncalceci, dove è avvenuto il maxi-attacco a un pollaio, alle incursioni nelle frazioni delle Ville Unite, Carraie, San Bartolo e Bastia, con animali da cortile e domestici uccisi. Gli avvistamenti si sono spinti fino alle spiagge di Marina di Ravenna. Questa escalation ha spinto tre diverse forze politiche (Alleanza Verdi Sinistra, Lista per Ravenna-Lega-Popolo della famiglia e Fratelli d’Italia) a interrogare la giunta.
La posizione del Comune: “Convivere è possibile”
L’assessora all’Agricoltura, Barbara Monti, ha risposto in aula sottolineando che la parola d’ordine è “convivenza”. Ha spiegato che, secondo il monitoraggio condotto con l’Ente Parco Delta del Po, metà dei circa trenta lupi si trova nelle aree protette e l’altra metà all’esterno. La chiave, ha sostenuto Monti, è adottare comportamenti corretti: mettere al riparo gli animali durante la notte, non lasciare cani e gatti liberi e sigillare i contenitori dei rifiuti organici. A riprova di ciò, ha citato il caso di una fattoria didattica a Bastia che, dopo aver installato una recinzione elettrificata, non ha più subito attacchi.
L’assessora ha inoltre annunciato un incontro l’11 febbraio a Lugo con l’assessore regionale Alessio Mammi e l’organizzazione di serate informative per i cittadini. Riguardo alla recente revisione dello status del lupo da parte dell’UE, ha precisato che questo non equivale a un “liberi tutti” per la caccia, ma a una gestione controllata che deve preservare la specie. La Regione, ha ricordato, mette a disposizione fondi per i risarcimenti e per le opere di prevenzione.
L’attacco dell’opposizione: “Siete assenti”
Dalle fila dell’opposizione sono piovute accuse di “assenteismo” e “lassismo”. Patrizia Zaffagnini (FdI) ha fatto notare che a subire i danni sono spesso privati cittadini, per i quali è complesso installare recinzioni costose o proteggere colonie feline e cani da guardia. Gianfranco Spadoni (Lpr-Lega-Pdf) ha rincarato la dose, evidenziando una grave lacuna informativa verso la popolazione e confrontando l’inerzia locale con le iniziative già intraprese nei territori di Modena, Bologna e nella Regione Marche.
In una nota di segno opposto, Nicola Staloni (AVS) ha difeso il ruolo del predatore, sottolineando che non è pericoloso per l’uomo e svolge un’utile funzione ecologica cacciando le nutrie. Ha quindi appoggiato l’idea di incontri pubblici per contrastare la paura e fare chiarezza.











