Reddito di cittadinanza: quasi la metà a stranieri

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Il Comune gestirà circa 5.700 casi su undicimila Nel 2018 oltre un terzo dei sussidi a non italiani

Un terzo dei residenti che nel 2018 hanno incassato uno (o più) sostegni al reddito del Comune era straniero.

Il caso più eclatante riguarda i Bonus Bebè, con una sproporzione dell’81,3% contro il 18,7% delle mamme italiane. Ora il sussidio è sospeso perchè è fallita la società che si era aggiudicata il bando e ieri l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha ammesso che «sarà anche l’occasione per rivedere i criteri di accesso». Aveva già anticipato che in futuro dovranno avere accesso al bonus anche le mamme lavoratrici. Sul totale dei 38.428 beneficiari di sussidi dunque l’anno scorso ben 12.210 (il 31,77%) erano stranieri, si arriva quasi al cinquanta per cento nel caso del contributo di sostegno al reddito (569 gli italiani che lo hanno ottenuto, il 51,26%). E i dati del Reddito di inclusione mandato in pensione dal neonato Reddito di cittadinanza targato M5S fanno dire che anche in questo caso, almeno per quanto riguarda la quota dei cittadini che rientrano nei requisiti per rivolgersi agli sportelli dei Servizi sociali invece che ai Centri per l’impiego (se hanno più di 26 anni, sono disoccupati da più di due anni e vivono in condizioni di fragilità conclamate, ad esempio), la proporzione italiani-stranieri sarà quasi equivalente. Secondo le stime del Ministero del Lavoro i milanesi che potrebbero accedere al Reddito saranno intorno agli undicimila. Di questi, circa 5.745 (gli stessi che pù o meno ricevevano il Rei) avranno il sussidio attraverso il Comune, e a meno di colpi di scena dunque il 55% sarà italiano e circa il 44% straniero. Il Comune riceverà dallo Stato un pacchetto di fondi intorno ai 6 milioni di euro. Majorino non è un fan del Reddito di cittadinanza, «saremmo andati avanti con il Rei – conferma – ma ora, pur non convincendomi dal punto di vista politico, ritengo che sia una risorsa da non sprecare, quindi faremo da punto di orientamento per tutti i cittadini che ne abbiano bisogno. Dalle telefonate che riceviamo mi sembra che molti non abbiano chiaro se debbano rivolgersi a noi o ai Centri di impiego».

L’assessore ha presentato ieri in Commissione il Bilancio 2019 del Welfare, vengono confermati come l’anno scorso circa 52 milioni per misure di contrasto alla povertà. Qualche esempio: 1,4 milioni saranno investiti come contributi alle famiglie affidatarie di 311 minori, altri 2,6 milioni per sostegni alla maternità (2.006 domande accolte), circa 5,6 milioni per titoli sociali rivolti a 1.372 anziani, 380mila euro per mantenere le docce pubbliche (stimati 87.748 accessi) e 2,8 milioni per accogliere 1.323 ospiti presso la Casa Jannacci. A questo proposito, Majorino ha anticipato che per rendere più accogliente «il dormitorio più grande d’Europa» il Comune lancerà anche una campagna di raccolta fondi. Il Giornale.it

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