L’Emilia-Romagna si è confermata ieri sera la regione italiana con la più elevata partecipazione al voto referendario. Alle ore 23 di domenica, quando sono stati rilevati gli ultimi dati prima della chiusura dei seggi, il territorio emiliano-romagnolo ha registrato un’affluenza pari al 53,69%, distaccando nettamente tutte le altre aree del Paese.
A livello nazionale, la percentuale complessiva di cittadini che si sono recati alle urne si è attestata al 46,07%. Il confronto regionale ha evidenziato differenze marcate tra Nord e Sud della Penisola. Oltre all’Emilia-Romagna, performance significative sono arrivate dalla Toscana, con il 52,49%, e dalla Lombardia, che ha toccato il 51,83%. Buoni risultati anche per Veneto e Umbria, rispettivamente con il 50,25% e il 50,11%.
Al di sotto della soglia psicologica del cinquanta per cento si sono collocate diverse altre regioni del Centro-Nord. Le Marche hanno fatto segnare il 49,41%, il Piemonte il 48,94%, il Friuli Venezia Giulia il 48,55%, il Lazio il 48,23% e la Liguria il 48,18%. Più contenuta la partecipazione in Trentino Alto Adige, con il 41,34%, e in Valle d’Aosta, ferma al 44,25%.
Il Mezzogiorno ha mostrato invece numeri decisamente inferiori. La Sicilia ha conquistato la maglia nera nazionale con appena il 34,94% di affluenza. Poco sopra si sono posizionate Calabria (35,70%), Campania (37,78%) e Puglia (39%). Anche Sardegna, Basilicata e Molise hanno chiuso sotto il quaranta per cento, rispettivamente con il 39,09%, il 39,88% e il 39,78%. L’Abruzzo, con il 46,56%, è stata l’unica regione meridionale a superare la soglia del 46%.
I dati definitivi sulla consultazione referendaria saranno comunicati nelle prossime ore, una volta concluse tutte le operazioni di scrutinio sul territorio nazionale.











