• Screenshot
  • Referendum Grecia, i risultati in diretta: i “no” oltre il 61%. Tsipras: “Non è una rottura con l’Ue”. Festa nelle piazze

    Grecia elezioniLa Grecia ha detto no all’austerità e al piano di ex troika e Unione europea. Oltre il 61 per cento degli elettori ha votato contro il programma proposto dai creditori per risolvere la crisi del Paese. Netta vittoria del “no” sul “sì” che si ferma intorno al 40 per cento. A esprimersi per la linea dura, sostenuta dal governo Tsipras, circa il 70 per cento dei giovani (sondaggi delle emittenti locali). L’affluenza ha raggiunto il 65 per cento (il quorum era del 40%). I sondaggi diffusi dalle tv alla chiusura dei seggi hanno messo subito in evidenza il vantaggio del “no” che era però dato inizialmente solo al 51,5 per cento.

    Ha vinto il “no”, ma ha vinto soprattutto il governo Tsipras che ha deciso di lasciare il tavolo dei negoziati per chiedere il parere degli elettori sulle proposte delle potenze europee. Una scelta da molti considerata azzardata e che ha messo in discussione la tenuta dello stesso esecutivo. Il premier ha deciso di non commentare il risultato dalla piazza, ma di fare il suo discorso in tv per parlare a tutta la nazione e dare un messaggio d’unità al Paese: “Abbiamo dimostrato”, ha commentato il premier Alexis Tsipras, “che non si può ricattare la democrazia. Ma non è una rottura con l’Ue, domani ricominciamo a lavorare per uscire dalla crisi e per riportare alla normalità il sistema delle banche”. Il ministro delle Finanze si è rivolto direttamente all’Ue: “Ora l’Europa inizi a curare le sue e le nostre ferite”, ha detto apparso in diretta tv in t-shirt. “Il no è un sì alla democrazia e all’Ue del benessere”.

    Pubblicità

    In migliaia di persone si sono radunate nelle piazze di Atene per festeggiare la vittoria. Il partito Syrizaha dato appuntamento davanti alla sede dell’Università ad Atene, là dove aveva festeggiato il risultato delle elezioni di gennaio scorso. Ma il pensiero ora va ai negoziati e alle mosse delle prossime ore per riaprire il tavolo delle trattative. Il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel si vedranno lunedì 6 luglio per parlare del dopo voto: i due hanno chiesto un incontro dell’eurogruppo per martedì 7 luglio e in un colloquio al telefono hanno sottolineato la necessità di “rispettare l’esito del voto”. Intanto Tsipras, secondo alcune indiscrezioni, ha telefonato ad alcuni leader europei e a Mario Draghi. Nessun commento ufficiale dall’Ue, mentre da Berlino sono arrivati i primi attacchi. “Ora addio al compromesso”, ha detto il vicecancelliere Gabriel. E la Cdu non è stata da meno: “La Bce blocchi i finanziamenti ai greci”.

    Il governo greco, a scrutinio ancora in corso, si è affrettato a far sapere che è pronto al dialogo: “Ora siamo pronti a chiudere i negoziati in 48 ore. Ora abbiamo un mandato chiaro del popolo”. La prima preoccupazione in Grecia però riguarda la liquidità finanziaria: negli ultimi sette giorni le banche sono state chiuse e la disponibilità è assicurata solo fino a lunedì sera. Poi tutto dipenderà dalle decisioni del board della Bce che lunedì 7 luglio in mattinata avrà una conference call e deciderà a maggioranza come comportarsi. Intanto il ministro Varoufakis sta incontrando i rappresentanti dei principali istituti finanziari del Paese e secondo alcune indiscrezioni la Banca di Grecia è pronta a presentare una richiesta di aumento di liquidità di emergenza attraverso il programma Ela alla Banca centrale europea.

    Il Fatto Quotidiano