REGGIO EMILIA. PAGLIANI (FORZA ITALIA) “UNIECO CHI PAGA IL CONTO DELLA MACELLERIA SOCIALE?”

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Dalla pagina facebook di Giuseppe Pagliani, Capogruppo di Forza Italia nel Consiglio Comunale di Reggio Emilia e Capogruppo di Terre Reggiane nel Consiglio Provinciale di Reggio Emilia

Con la liquidazione coatta amministrativa di Unieco e l’avvio dei licenziamenti collettivi di Coopsette il sistema cooperativo “rosso” di costruzione reggiano implode definitivamente. Da notizie di oggi emerge che anche Unieco verrà posta in liquidazione coatta amministrativa, il cda di via Ruini ha deciso di rinunciare al concordato con le banche autorizzato solo poche settimane fa dal tribunale di Reggio Emilia. Significa che scatterà la liquidazione coatta decretata dal Ministero su richiesta di Legacoop in base alla relazione stilata dagli ispettori che avevano passato al setaccio i conti della cooperativa. Dopo Coopsette registriamo quindi la fine del processo industriale di un altro colosso cooperativo “rosso” attivo nel settore costruzioni.

La crisi edile ha comportato la fine ingloriosa di una storia industriale, dal crac finanziario, alle inchieste giudiziarie sottolineando l’incapacità amministrativa di chi ha condotto questi colossi e la conseguente complice irresponsabilità di chi gli ha scelti e nominati. Da Coopsette sono partite le prime lettere di licenziamento firmate dal liquidatore Giorgio Pellacini: ne partiranno in tutto 186, rispetto ai 247 dipendenti ancora in forza a Coopsette. Dalla procedura sono esclusi i 51 dipendenti della Methis (ramo arredamenti per ufficio) per i quali la cassa integrazione scade a giugno. Nessuno si è dimostrato interessato a rilevare i rami edilizi delle cooperative Unieco e Coopsette che sino a pochi anni fa erano, insieme a Cooperativa Muratori di Reggiolo e Cormo, a tra le prime dieci imprese di costruzioni in Italia.

Chi paga a Reggio Emilia all’interno della sinistra il conto della macelleria sociale a cui stiamo assistendo da parte dei colossi cooperativi “rossi” crollati? Ci sono migliaia di soci che ora vedono svaniti i loro risparmi. Ci sono migliaia di fornitori delle cooperative, artigiani e piccole imprese sul lastrico economico e finanziario, prossimi a fallimenti che non potranno mai recuperare i crediti che vantano nei confronti di Unieco, Coopsette, Cormo e CMR.

Per quarant’anni il sistema amministrativo della nostra città e della nostra provincia ha premiato incredibilmente l’universo della cooperazione “rossa” attribuendo a Reggio Emilia un modello politico, amministrativo, cooperativo unico in Italia, solo Modena, Bologna e Ravenna potevano vantare qualcosa di simile, ma Reggio primeggiava a livello nazionale.

Ora che gran parte di questo sistema è saltato e nessuno parla dell’argomento a chi possiamo rivolgerci degli attuali governanti per far riassumere le migliaia di disoccupati che il sistema economico cooperativo ha creato? Si è massacrato il territorio per concedere espansioni urbanistiche da parte dei comuni, cementificando migliaia di aree agricole, che oggi rappresentano una infinità di immobili incompleti, invenduti, falliti. Non si può tacere questa vergognosa responsabilità delle amministrazioni a guida PDS-DS PD, è sotto gli occhi di tutti ma nessuno ne parla. Per quali ragioni accade questo?

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